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Per Barclays e JP Morgan la Bce presto comprerà anche azioni

Federico Coppini - 14-03-2016 - Letture: 292

Per Barclays e JP Morgan la Bce presto comprerà anche azioni

Dopo i fuochi d'artificio regalati da Mario Draghi giovedì scorso adesso gli investitori stanno guardando al resto del club dei banchieri centrali e per la precisione alle mosse di Fed, Bank of England e Bank of Japan.

I prossimi impegni delle Banche Centrali 

L'ultima di questo elenco sarà anche la prima ad inaugurare il festival dei tassi dal momento che la mossa di Draghi, nella radicalità della sua forza, avrà sicuramente effetti altrettanto dirompenti sulle scelte degli istituti.

Il Giappoe da tempo deve combattere contro una stasi economica ultraventennale che continua a non mollare la presa nonostante la volontà, manifestata ben prima della Bce, di voler adottare tassi negativi. Una scelta che è stata interpretata negativamente dai mercati i quali l'hanno intesa come se Kuroda&Co si trovassero ormai all'ultima spiaggia.
Difficile perciò che ci si possa attendere mosse di qualsivoglia tipo e ancora meno sorprese eclatanti.

La Fed

Diversa, invece la questione per la Fed: l'economia, per quanto minimamente, sembra essere in fase di miglioramento. Di sicuro non quanto ci si sarebbe aspettati e questo è un pensiero che si insinua nella mente di chi continua a predicare cautela.

Per questo motivo ogni eventuale scelta potrebbe essere rimandata a quando le acque si saranno calmate e non alla conferenza stampa di mercoledì prossimo. Tradotto in altri termini: la data di giugno sarà particolarmente importante in ottica di rialzo dei tassi. Qualora ce ne fosse un altro (al momento impensabile vista la volatilità e le perturbazioni già presenti in seguito alla conferenza stampa della Bce) sulla spinta di un indebolimento del dollaro.
Su Londra, invece, tutto tranquillo per giovedì 17 marzo anche in virtù di un report sul lavoro atteso per mercoledì che potrebbe evidenziare un rallentamento dei guadagni occupazionali nell'ultimo trimestre e un calo della produttività così come della crescita salariale.

Partendo da queste prospettive si pensa a un tono accomodante nel comunicato finale della Bank of England.

I tassi negativi

Ma al di là di quanto è più o meno pronosticabile sui mercati resta il punto interrogativo dato dai tassi negativi, ultima (veramente?) arma che le banche centrali stanno adottando in varie forma.
La più eclatante è forse quella della Banca Nazionale Svizzera che vede un tasso di riferimento tra lo 0,25% e l'1,25% parzialmente colmato da un altrettanto negativo -0,75% sui depositi. Un gioco, quello dei tassi negativi, che di fatto è una svalutazione sotto altro nome dal momento che per impegno dei governi, impegno presi in occasione dell'ultimo vertice di Shanghai dei G20, la svalutazione competitiva dovrebbe essere vitata il più possibile.

Ma dal momento che l'impatto delle misure di accomodamento monetario non sta portando i risultati sperati ma, anzi, la potenza dei risultati diminuisce sempre di più, sono sempre più numerose le previsioni che guardano a ciò che fino a qualche tempo fa era impensabile e cioè l'acquisto di azioni da parte delle banche centrali.
A dirlo sono Barclays ma anche JP Morgan che fa notare come l'orientamento della Bce sia sempre più verso il settore privato come l'entrata in scena dei corporate bond tra gli asset acquistabili dimostra. Insomma ciò che era impensabile sta accadendo. Ma in fondo anche n mondo a tassi negativi fino a poco tempo fa era impensabile.

 

Fonte: News Trend Online

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