Pensioni ultimi mesi di normalità, ancora pochi mesi e cambia tutto

Ecco tutte le notizie e gli aggiornamenti per quanto riguarda le pensioni: le prossime novità che ci saranno in questi mesi.

La riforma delle pensioni 2022 non è più una priorità per il Governo. Ad oggi, infatti, a causa della crisi in Ucraina, c’è stato uno stop per quanto riguarda le misure più urgenti e importanti che dovevano essere attivate entro la fine di quest’anno. Ci saranno novità per quanto riguarda il prossimo anno? Difficile dirlo, il governo è a lavoro per trovare una soluzione insieme ai sindacati. 

Da parte del premier Draghi c’è la voglia e l’intenzione di risolvere questa situazione per garantire ai lavoratori la pensione e soprattutto per sbloccare anche il mercato del lavoro per i giovani. Segnali, in tal senso, però non arrivano e all’orizzonte non si prevede nulla di nuovo.

Senza interventi da parte del Governo, restano valide nel 2022 ancora altre opzioni. Dalle deroghe della riforma Fornero, che sono in scadenza a fine anno e non si sa se saranno rinnovate, fino all’Opzione Donna o Quota 102. Anche queste due ultime misure, infatti, rischiano di scomparire a partire dal 2023.

Lo scenario prossimo dovrebbe prevedere solo Ape Sociale a 63 anni a cui dovrebbe essere accorpata anche l’Opzione Donna. Non sono previste pensioni a 58-59 anni con 35 di contributi, ma a 63 anni con 30 di contributi, con più soldi di pensione e meno tempi di attesa.

Per il prossimo anno non dovrebbe essere rivisto il quadro normativo. Non ci sarà un anticipo della pensione. Per quanto riguarda quella di vecchiaia, 67 anni oppure può essere anticipata con  42 anni e 10 mesi di contributi, 12 mesi in meno per le donne.

Per il 2023 l’obiettivo è modificare la legge nella parte in cui è garantita ai lavoratori contributivi la pensione, al raggiungimento dei dei 64 anni di età con almeno 20 anni di versamenti. Oggi è garantito solo ad una fetta di persone, quelle che possono beneficiare di una pensione non inferiore a 2,8 volte l’assegno sociale, circa 1.310 euro al mese. La soglia dovrebbe scendere a 1,5 o 1,6 volte per ampliare i lavoratori beneficiari.

Quindi ci sarà la possibilità di andare in pensione a 64 anni a patto che ci siano i contributi, versati al sistema retributivo, sino spostati a quelli contributivi come è già previsto per l’Opzione Donna.