Gas, ora Putin può metterci davvero alle corde

La russa Gazprom ha annunciato la cessazione dell’utilizzo del gasdotto Yamal-Europe. Niente più gas russo e il prezzo aumenta del 17%.

Dopo lo stop ai flussi al punto di ingresso di Sokhranivka, in Ucraina, Gazprom ha annunciato la cessazione dell’utilizzo del gasdotto Yamal-Europe, che dalla Russia porta le forniture al Vecchio Continente attraverso la Polonia.

Queste le conseguenze della guerra russo-ucraina, che già aveva causato uno stop al gas per Polonia e Bulgaria lo scorso 26 Aprile. Salgono oltre il 17%, quindi, le quotazioni della materia prima sulle borse internazionali.

La chiusura dell’ennesimo gasdotto è la risposta del Cremlino alle sanzioni impostagli dall’Occidente politico; lo stop interessa circa 33 miliardi di metri cubi di gas. Inoltre Mosca ha deciso di sanzionare 31 società energetiche europee. Tra queste la Europol Gaz, l’azienda Polacca che utilizzava il gasdotto in questione.

Secondo il direttore di Eurasia Group, Henning Gloystein, il blocco potrebbe essere aggirato facilmente. Aziende non sanzionate potrebbero subentrare nei contratti, il che probabilmente comporterebbe l’accordo di nuovi termini con Gazprom, anche per il pagamento. La Russia potrebbe, inoltre, spedire il gas direttamente in Germania attraverso il Nord Stream che passa sotto il Mar Baltico

L’Europa prepara le scorte di gas in vista dello stop dalla Russia

Ad esprimersi sulla situazione è stato anche il ministro dell’Economia tedesco Robert Habeck, durante una conferenza stampa a Berlino: “La situazione sta peggiorando perché l’energia è ora utilizzata come arma in diversi modi”. Infatti la filiale tedesca di Gazprom è stata una delle più colpite dalle sanzioni russe, a causa della sua importanza strategica.

La Commissione Europea si sta preparando ad uno stop totale del gas russo con l’introduzione del ‘price cap’. “I prezzi dell’energia rimarranno elevati per il resto del 2022 e, in misura minore, fino al 2024-2025“, sostiene la Commissione. Nel caso in cui Mosca chiuda i flussi, si procederà con un “razionamento coordinato” del gas.

Tant’è che l’obbiettivo principale è riempire quanto più possibile gli stock in vista dell’inverno. Secondo Bruxelles alcune aziende vorrebbero accontentare Putin pagandolo in rubli già in questo mese di Maggio. “La Banca centrale russa è soggetta a sanzioni dell’Ue”, ha dichiarato il portavoce della Commissione europea, Tim McPhie.

“Noi crediamo fermamente che pagare il gas in rubli sarebbe una violazione di queste sanzioni. La presidente della Commissione lo ha detto chiaramente così come la commissaria Simson. Continueremo a dialogare con gli Stati membri per spiegare la situazione e le linee guida”.