Italiani in cerca di lavoro, ma 300 mila offerte sono state rifiutate: cosa sta accadendo

Il settore del turismo cerca 300mila lavoratori: perché nessuno vuole lavorare?

L’Italia è stata economicamente molto colpita dalla pandemia e soprattutto il settore del turismo sta cercando di tornare ai fasti di un tempo.

Nel settore della ristorazione un cameriere di sala qualificato (ovvero diplomato alla scuola alberghiera) percepisce circa 1.500 euro lordi, mentre un cameriere ai piani viene pagato circa 1.200 euro. Secondo il Ccnl Turismo (Contratto Collettivo Nazionale di Lavoro) le cifre cambiano: un cameriere senza qualifica può partire da 800/900 euro fino ad arrivare ad un massimo di 2.250 euro.

Nei casi di lavoro stagionale estivo, a volte viene garantito anche vitto e alloggio; se il lavoratore rinuncia ai giorni di riposo settimanali e lavora più di 8 ore al giorno può anche percepire dei premi (non dichiarati) pur senza sconfinare nel lavoro in nero.

Scarseggiano anche i lavoratori stranieri, che durante la pandemia sono tornati ai paesi d’origine o hanno trovato altre occupazioni dopo la crisi della pandemia.

Perché nessuno vuole lavorare? Colpa del Reddito di Cittadinanza

Le figure del cameriere non sono le uniche richieste in questo periodo, ma allora perché nessuno vuole ricoprire questi ruoli? La colpa è del reddito di cittadinanza. Questo inibisce la voglia di lavorare dei giovani (under 40), che spesso vengono pagati poco per troppe ore di lavoro, a rasentare lo sfruttamento.

 

Marina Lalli, Presidente Federturismo Confindustria ha dichiarato al ‘Sole 24 Ore’: “Mancano quasi 4 figure su 10 ed è bloccata la formazione dei giovani che preferiscono gli ammortizzatori sociali che rallentano il ritorno al lavoro”.

Secondo l’Osservatorio Inps nel Febbraio 2022 1,1 milioni di famiglie hanno beneficiato del Reddito (609 euro) o della Pensione (311) di Cittadinanza, ma non ci si spiega come una somma del genere possa spingere i giovani a scegliere di non lavorare.

“La mancanza di lavoratori nel turismo è un problema serio per le imprese del settore e per il Paese. Servono risposte efficaci”, ha commentato Vittorio Messina, presidente nazionale di Assoturismo Confesercenti.

“Dopo due anni di pandemia, sarebbe una beffa clamorosa mancare una stagione estiva che si prevede in forte ripresa per assenza di lavoratori”. Non riuscire a coprire la mancanza di 300mila figure impatterebbe negativamente tutto il settore economico.

Le proposte per il cambiamento: gli italiani gridano no allo sfruttamento

Gli italiani vorrebbero lavorare, ma richiedono in realtà più sicurezza economica e stabilità: “imputano le difficoltà di incontro tra domanda ed offerta di lavoro principalmente alle imprese, che offrono stipendi troppo bassi e fanno un massiccio utilizzo di contratti a tempo determinato, e pensano che per sostenere la crescita economica e l’occupazione lo Stato dovrebbe definire un salario minimo e incentivare il reshoring delle imprese che hanno delocalizzato le produzioni”.

Il report ‘FragilItalia’ di Area Studi Legacoop e Ipsos sottolinea proprio che la metà dei giovani non vogliono essere ‘sfruttati’ per salari inesistenti, mentre l’altra metà condanna i troppi contratti a tempo determinato, che non possono oggettivamente permettere dei piani per il futuro.

Inoltre il 45% degli intervistati ha sottolineato l’importanza per lo Stato di definire un salario minimo. Il ministro del Turismo, Massimo Garavaglia ha sottolineato: “È necessario trovare dei meccanismi per fare fronte all’emergenza attuale. Il sistema Confesercenti si è attivato per facilitare l’incontro tra domanda e offerta di lavoro nel turismo, ma è urgente un intervento – a basso tasso di burocrazia – da parte del Governo”.

È assurdo“, ha continuato, “che il 75% degli allievi che escono dalle scuole alberghiere non lavorino nel turismo, o che per la grande hotellerie ci siano in Italia solo poche piccole realtà. È un paradosso che con la disoccupazione al 10% manchino 300 mila persone. Serve aprire un tavolo per migliorare l’incrocio tra domanda e offerta.