Pensioni, dall’INPS arrivano i contributi che mancano

Sono in arrivo per tutti i pensionati i contributi che mancano da parte dell’INPS. Approfondiamo insieme la notizia.

Tramite il Decreto Ucraina e il Dl Aiuti, il Governo intende aiutare le famiglie che versano in maggiori difficoltà economiche. Queste insieme alle imprese stanno affrontando una crisi senza precedenti, dopo quella generata dal covid, dovuta alla guerra in atto in Ucraina. Tra le varie misure, è prevista anche l’erogazione dei contributi che mancano ai pensionati da parte dell’INPS.

Tra le varie misure previste, ce n’è una molto importante per quanto concerne il mondo del lavoro. Essa riguarda in particolare i Fondi di solidarietà bilaterali istituiti presso l’Inps. Questi, di fatti, potranno prevedere il versamento a cadenza mensile dei contributi previdenziali in relazione ai lavoratori che presentano i requisiti per il pensionamento anticipato e non, entro i successivi 3 anni. Ma la predetta misura non è l’unica. A tal proposito, è stato introdotto un emendamento anche per quanto concerne il bonus sociale previsto per contrastare il caro bollette di luce e gas. Come molti di voi già sapranno, infatti, il limite di Isee previsto per averne accesso è fissato a 12 mila euro ma non solo. La novità, infatti, riguarda il fatto che coloro che non hanno pagato le bollette potranno usufruire della possibilità di rateizzare l’importo dovuto in riferimento alle fatture emesse fino al limite stabilito al 30 giugno. Una novità simile è stata prevista anche in riferimento al settore agricolo. In particolare, è stata disposta la possibilità di pagare arate i debiti accumulato nel caso in cui si siano pagate le quote latte.

Per quanto concerne il Superbonus 110 % poi a partire dal 1° luglio 2023 si avrà accesso quest’ultimo solo nel caso di lavori superiore a 516mila euro. Senza contare che sarà necessario rivolgersi alle imprese che siano in possesso del certificato Soa. Questo emendamento è stato introdotto per evitare le tante condotte illecite che si sono perpetrate a partire dall’introduzione del bonus in questione. Anche se, va detto, che non sono mancate le reazioni contrariate da parte di molte associazioni di categoria che hanno considerato la novità in esame fortemente discriminatoria nei confronti delle piccole e medie imprese.