Gas, perché fra pochi mesi l’Italia si accorgerà di essere in guerra

Le sanzioni sui trasporti di gas cominciano a pesare e i problemi maggiori arriveranno nei prossimi mesi

Mercoledì scorso Mosca ha da poco imposto delle sanzioni alle filiali europee di Gazprom dopo che l’Ucraina ha interrotto un’importante rotta di transito del gas.

Questa mossa ha messo tanta pressione all’Europa, chiamata ora ad assicurarsi delle forniture alternative. Dmitry Peskov, portavoce del Cremlino, ha spiegato che non ci possono essere relazioni con le società e non possono prendere parte alle forniture. Soprattutto la Germania, principale cliente di Gazprom, ha affermato che alcune filiali non hanno ricevuto gas.

Se quindi le aziende sanzionate non possono operare, a subentrare nei contratti sarebbero altre società come le utility del gas, cosa che potrebbe condurre a ridiscutere i termini dell’accordo con Gazprom. La perdita non è da poco perché il gas che fino ad ora veniva esportato dal gasdotto Yamal-Europa era pari a circa un sesto delle forniture che arrivavano verso il nostro continente.

Gas, cosa preoccupa per i prossimi mesi

Le sanzione sono arrivate da Mosca proprio il giorno successivo all’interruzione da parte dell’Ucraina di una rotta di transito del gas. Il capo dell’operatore GTSOU ha affermato che il punto di transito di Sokhranovka non si riaprirà fino a che Kiev non avrà ottenuto il pieno controllo del suo sistema di gasdotti.

Secondo la Commissione europea questa situazione non costituisce un problema immediato di forniture di gas, ma la preoccupazione riguarda il mercato per l’inverno, quando aumenterà inevitabilmente la domanda di riscaldamento. L’analista Kaushal Ramesh ha affermato che ora le previsioni per l’inverno 2022 sono molto più pessimistiche.

Anche la Finlandia rischia la chiusura delle forniture nella loro zona, mentre c’è confusione tra le compagni del gas dell’UE sugli schemi di pagamento decretati da Mosca e sulla loro legittimità. La maggior parte degli acquirenti ha poi respinto la richiesta di pagamento in rubli da parte della Russia, alimentando ancor di più i timori su potenziali interruzioni di forniture.