Bonus e aiuti, perché Draghi presto dirà basta

Troppi i bonus annunciati dal Governo: secondo gli esperti non è una spesa sostenibile e il debito pubblico aumenterà sempre più.

Negli ultimi due anni, i due Governi che si sono susseguiti alla guida della nazione, hanno dato il via ad una serie infinita di bonus economici che, stando agli ultimi annunci del Governo Draghi, verranno erogati ancora per tutto il 2022.

stop ai bonus

Secondo la stima della Cgia di Mestre si tratta di un esborso di almeno 113 miliardi di euro. Gli esperti non condannano come ‘inutili’ questi bonus, ma come una spesa insostenibile che non può protrarsi oltre. “Molti sussidi sono stati erogati anche a chi non ne aveva alcun bisogno“, ha annunciato la Cgia in un documento ufficiale.

Altri ancora sono stati introdotti solo per ‘riscuotere’ un consenso politico immediato“, scenario che, a quanto dicono, si è ripetuto anche in altri paesi UE. “Lo scenario economico e sociale che si sta prefigurando è sempre più cupo”.

“Senza contare che entro la fine di quest’anno andranno ad esaurirsi le misure di acquisto dei titoli di stato da parte della Banca Centrale Europea e che la stessa, a seguito dell’impennata dell’inflazione, molto probabilmente sarà costretta ad aumentare i tassi di interesse. Misure che potrebbero peggiorare la tenuta di nostri conti pubblici”.

Secondo gli esperti, dunque, la quarantina di bonus promessi da Draghi non risolverebbero la crisi economica ma, al contrario, la peggiorerebbero. In questo caso l’unica soluzione sarebbe “tagliare la spesa corrente in modo da recuperare almeno una grossa parte delle risorse necessarie per fronteggiare le emergenze economiche di questi ultimi mesi”.

Lo stop ai bonus del Governo è vicino: troppo gravosa la spesa

Anche l’evasione fiscale rimane un grande problema, dato che le entrate annue date dalla riscossione delle tasse sono sempre più in diminuzione (colpa anche il fallimento di numerose aziende e attività commerciali) e le casse dello Stato rimangono al verde.

stop bonus

L’unica opzione, per la Cgia, rimane quella di dare un bel taglio ai bonus, reperendo così i fondi necessari per “alimentare nuove politiche economiche di natura espansiva per contrastare, ad esempio, il caro bollette e l’impennata dell’inflazione”.

Tra i bonus più gravosi l’ex bonus Renzi, che nel triennio 2020/2022 graverebbe sulle casse dello Stato per circa 28,3 miliardi di euro. Non scherzano nemmeno i bonus edilizi, che in due anni sono costati complessivamente 25 miliardi di euro.

A pesare particolarmente sulle casse dello Stato è il cosiddetto Superbonus 110%: da quando è entrato in vigore (luglio 2020) al 31 marzo, quindi in soli 21 mesi, ha comportato un esborso di 21,1 miliardi di euro.

“Nessuno disconosce il ruolo che in questi ultimi anni hanno avuto i bonus nel rilanciare l’edilizia, nel far emergere il sommerso e nel migliorare l’efficienza energetica delle nostre abitazioni; ci mancherebbe. Tuttavia, la convinzione di aver speso eccessivamente e di aver ‘drogato’ il mercato edilizio-impiantistico è molto diffusa” conclude il documento Cgia.

Insomma, i bonus trovano vita breve: questi vengono pagati con gli extraprofitti maturati dalle aziende del settore energetico, che a loro volta aumentano i prezzi delle bollette. E se i bonus servono proprio ad aiutare le famiglie con i rincari sull’energia, c’è evidentemente qualcosa che, in questo sistema economico, non va.