Dopo luglio altri 200 euro, così il Governo si è impegnato ad aiutarti

Il Governo amplia il numero di destinatari di un altro bonus da 200 euro: di cosa si tratta e a chi spetta l’incentivo

La platea dei beneficiari del bonus 200 euro per il carburante ora si allarga. Non lo riceveranno solo i dipendenti privati di aziende, ma anche quelli degli studi professionali.

A stabilire questo è un emendamento al decreto Energia del 21 marzo 2022 che è stato approvato in Parlamento. Per contrastare quindi l’aumento del costo dell’energia si è deciso di ampliare il numero di aventi diritto a ricevere il bonus carburante 200 euro assegnabile dai datori di lavoro. Cerchiamo però ora di capire di cosa stiamo parlando esattamente e di come funziona di preciso il bonus.

200 euro: a chi spetta il bonus carburante

Il bonus carburante da massimo 200 euro consiste in un contributo che lo Stato riconosce ai dipendenti degli studi professionali. In base agli accordi con i sindacati di categoria è lo stesso datore di lavoro ad aggiungere la somma al dipendente in busta paga. Ora, con la modifica del decreto Energia, sono inclusi nella norma anche gli studi professionali.

Il bonus si riferisce in generale a tutti i tipi di lavoro dipendente privato, quindi anche gli apprendisti e i soci di di cooperative di produzione e lavoro che hanno anche un rapporto di lavoro subordinato. Il bonus carburante non è alternativo ai fringe benefit ordinari ed entrambe le agevolazioni non concorrono a formare il reddito dei lavoratori dipendenti.

Ma c’è comunque qualcuno che resta escluso dal sostegno. A rimanere fuori dal bonus carburante sono:

  • i collaboratori CO.CO.CO, amministratori, lavoratori autonomi occasionali;
  • altri soggetti percettori di redditi di lavoro assimilato, come ad esempio i tirocinanti;
  • i lavoratori delle Pubbliche amministrazioni e degli Enti pubblici non economici

Il bonus non è comunque obbligatorio e verrà erogato dal datore di lavoro su base volontaria a chi utilizza i veicoli propri per andare al lavoro. L’incentivo serve per recuperare in parte i costi sostenuti e la cifra è esente da Irpef e contributi previdenziali.