Superbonus, cosa accadrà a giugno

In materia di Superbonus, bisogna stare molto attenti a ciò che accadrà a giugno. Ecco cosa non sapete.

Come alcuni di voi già sapranno, il Superbonus rappresenta un’agevolazione che ha avuto la sua introduzione mediante il Decreto Rilanci. Si tratta di uno dei tanti bonus previsti in ambito edilizio che consente di beneficiare della detrazione sulle spese sostenute per l’esecuzione di interventi volti a migliorare l’efficienza energetica o a ridurre il rischio sismico. Ciò detto, il Superbonus sta per essere interessato da importanti novità che coloro che hanno intenzione di beneficiarne devono assolutamente sapere.

In particolare, a partire dal 2023, in capo alle imprese che si aggiudicano l’appalto, vi sarà l’obbligo di essere in possesso della certificazione Soa nel caso di lavori che superano i 506mila euro. Tale obbligo però entrerà in vigore a partire dal 1 luglio 2023. A tal proposito, poi, va detto che a partire dal 27 maggio 2022, è stato deciso che nel caso di lavori di importo che supera i 70.000 euro, anche in questo caso l’impresa chiamata a svolgerli deve applicare il CCNL, Contratto Collettivo Nazionale del Lavoro. Non solo, sempre a partire dal prossimo anno, si assisterà allo stop del bonus in esame per le villette singole. E’ prevista invece la proroga della detrazione fiscale anche per quanto concerne le spese che effettuate entro il 31 dicembre 2022. La condizione essenziale però in questo caso è che entro il termine fissato al 30 settembre 2022 sia stato eseguito almeno il 30 per cento dei lavori.

Alla luce di quanto appena detto, lo stesso Premier Draghi non ha fatto mistero della sua contrarietà al bonus in esame. In particolare, nel corso di un intervento al Parlamento Europeo qualche giorno fa ha espressamente fatto sapere di essere contrario. E’ chiaro dunque il perchè di queste continue modifiche e dei tanti blocchi a cui è stato soggetto il Superbonus. Ovviamente il suo intervento ha provocato la reazione in particolare del Movimento 5 Stelle che hanno sottolineato quanto la misura in esame non possa essere soggetta all’insofferenza del Presidente del Consiglio. In particolare, il riferimento è alle continue modifiche che hanno interessato il Superbonus da un po’ di tempo a questa parte.