Il superbonus? Una rovina. Cosa dice chi è caduto nella trappola

Il superbonus del 110 concesso dal Governo si è rivelato per molti una tremenda beffa: ecco alcune situazioni spiacevoli che si sono verificate

Il bonus 100 aveva interessato ed entusiasmato tantissimi cittadini all’inizio, ma per tanti alla fine si è dimostrato una beffa o un miraggio.

Davvero tanti contribuenti si sono lamentati delle esperienze nel provare ad usufruire di questo incentivo messo a disposizione del Governo. Tanti italiani raccontano di essere stati esclusi dal Superbonus e vogliono far conoscere la loro esperienza, che ha portato a grande delusione per non aver potuto godere del sostegno. Non si tratta purtroppo di casi isolati ma di situazioni molteplici e ricorrenti.

I racconti sono tutti spiacevoli. La storia ad esempio di una casa da ristrutturare in montagna, con la speranza di accedere al bonus che coprisse le spese. Prima è stata fatta una valutazione del sismabonus. Ma i cantieri con il 110 sono ormai spariti. Le condizioni che ci sono riguardano molto spesso condomini o demolizioni e ricostruzioni ex novo seguite da grandi costruttori. Sembra proprio che invece i piccoli costruttori siano tagliati fuori da questo tipo di possibilità.

Superbonus, in molti rimasti beffati

In molti speravano di riuscire a fare un investimento immobiliare senza spendere un euro, sperando di ricevere lo sconto in fattura o la cessione del credito. Il Governo ha però messo dei paletti alle cessioni del credito multiple, ponendo un freno alle truppe sul Superbonus e spiega: “E’ chiaro che il governo Draghi ha bloccato le cessioni del credito e, quindi, il meccanismo del beneficio fiscale. Lo stesso Draghi ha definito la misura dannosa, lamentando grandi frodi e prezzi dei lavori gonfiati rispetto ai costi reali di mercato”.

In realtà sembra che dietro ci sia una scelta politica. In molti quindi ora ritengono che questo bonus sia stato pensato solo per chi ha i soldi per i lavori e potrebbe permetterseli anche senza l’incentivo del Governo. Questo perché nel momento in cui ci si rivolge alla banca per la cessione del credito ti vengono chiesti i soldi per pagare i lavori e a fine lavorano ti rimborsano i soldi dell’agenzia delle entrate. Servono i redditi idonei per pagare l’intero ammontare e dello sconto in fattura non c’è traccia. In alcuni casi la beffa è addirittura peggiore, con alcune persone che si sono ritrovate a dover dare un anticipo per dei lavori che sono stati in seguito bloccati.