4 giorni e tre giorni liberi, così cambia il lavoro

Il mondo del lavoro sta per cambiare. D’ora in poi ci saranno 4 giorni lavorativi e tre giorni liberi. Approfondiamo insieme l’argomento.

Durante la pandemia da covid, il mondo del lavoro ha subito una vera e propria rivoluzione con i tantissimi lavoratori che hanno dovuto cambiare le loro abitudini così come i loro orari di lavoro. Sicuramente, i lockdown hanno contribuito a sviluppare un’idea di lavoro più flessibile ponendo l’accento sulle tante realtà lavorative dove i dipendenti sono soggetti a forti stress.

Per questa ragione, in Gran Bretagna ha preso il via una sperimentazione che avrà una durata di 6 mesi. In particolare, saranno coinvolti 3mila dipendenti che potranno beneficiare di una settimana lavorativa di 4 giorni. Il progetto è volto a rendere più flessibile l’orario di lavoro senza per questo andare a discapito degli stipendi nonché dei ricavi dell’azienda. In verità, anche in altri paesi è stato messo in atto un progetto simile e in particolare in Belgio, Spagna così come gli Stati Uniti. In Italia, invece, la questione sembra essere ancora piuttosto lontana. Nel nostro Paese, infatti, le conseguenze sul lavoro generate dalla pandemia al momento non sembrano aver sortito particolarmente effetto. Nonostante l’affermarsi dello smart working durante i periodi di lockdown, difatti, le aziende non hanno deciso di ridurre l’orario di lavoro.

A tal proposito, peraltro, il Ministro del Lavoro, Andrea Orlando ha fatto sapere di essere aperto alla possibilità di introdurre l’orario ridotto. In particolare, ha spiegato che è possibile cominciare un dibattito al riguardo tuttavia al momento non è possibile dare vita d un approccio unitario sul tema per via delle varie forze politiche che difficilmente troverebbero un accordo sul tema. Ad ogni modo, è chiaro che si tratta di un argomento piuttosto attuale che riguarda tantissimi lavoratori. E’ auspicabile peraltro che le aziende comincino a pensare al fatto che avere lavoratori felici ha delle conseguenze positive innanzitutto sui ricavi. Questo è reso possibile ad esempio con la previsione della settimana corta che ha l’intento di dare maggiore benessere ai dipendenti. Non a caso in molti paesi come, ad esempio, la Gran Bretagna, si tratta di un’ipotesi già divenuta realtà.