Emergenza energia: questa estate divieti e multe per i condizionatori alti

Per far fronte alla crisi energetica il Governo ha presentato il Decreto Bollette: se non si rispettano le regole sui condizionatori si rischia una multa salata.

Il Decreto Bollette è in vigore dallo scorso 1 Maggio e, tra le misure previste, è stato introdotto l’obbligo di impostare i condizionatori a 25° C. Il limite fortunatamente vale soltanto per gli edifici pubblici e non per le abitazioni private.

Limiti condizionatori multe

Le restrizioni continueranno in inverno, quando i condizionatori potranno essere impostati ad un massimo di 19° C. In entrambi i casi è stata considerata una variazione tollerata di 2°C. Dunque quest’estate si potrà scendere a massimo 23° C, mentre in inverno il limite ultimo saranno 21° C.

Nonostante il limite valga soltanto per edifici pubblici come uffici ed ospedali, non significa che in casa sia consigliato esagerare: bisogna tenere conto degli elevati costi dell’energia e dei conseguenti rincari delle bollette. Esistono comunque dei piccoli trucchetti che possono farvi risparmiare e al tempo stesso tenervi al fresco quest’estate.

Crisi energetica: attenzione al condizionatore o rischi una multa salata

Per evitare picchi di consumi si può seguire l’indicazione dei 25° C; l’obbiettivo perfetto sarebbe quello di mantenere la temperatura dell’abitazione ad 8-10° in meno rispetto a quella esterna. Inoltre è importante mantenere efficiente il proprio condizionatore con una manutenzione periodica.

Limiti condizionatori multe

Un trucchetto utile è quello di utilizzare il condizionatore in modalità deumidificatore, così da alleggerire la sensazione di caldo afoso dovuta all’umidità dell’aria. In più se si possiede un ventilatore, alternarne l’uso è un metodo intelligente per mantenere costante la temperatura contenendo i consumi.

In caso di violazione delle regole -soltanto, come detto in precedenza, per edifici pubblici- sono previste multe dai 500 ai 3mila euro. Il tema dei controlli rimane, però, complesso perché andrebbero fatti in ogni immobile della Pubblica amministrazione e non è chiaro in che modo si deciderà di procedere.