Guerra in Ucraina, prepariamoci a rinunciare al pesce nei supermercati. O a pagarlo carissimo

Nuove conseguenze potrebbero arrivare in Italia a seguito della guerra in Ucraina. C’è il rischio di dover rinunciare al pesce nei supermercato, ecco quello che sta accadendo.

Una vera e propria tragedia lo scoppia della guerra in Ucraina. Conseguenze disastrose per l’Europa con un netto aumento per quanto riguarda l’energia e il gas. Ma non è finita qui. In Italia c’è il rischio di dover rinunciare al pesce nei supermercato oppure, nel caso, a pagarlo carissimo.

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Per almeno una settimane sulle tavole italiane difficilmente si mangerà pesce. I pescherecci, infatti, si sono fermati. Già la scorsa notte molte barche da pesca delle marinerie italiane hanno deciso di uscire dai porti a causa dell’aumento del gasolio che è salito alle stelle.

Costi insostenibili per i pescatori che, attraverso una decisione comune, hanno fatto sapere di scioperare. L’annuncio è stato dato dall’Associazione produttori Pesca, presa in assemblea a Civitanova Marche e sottoscritta dai rappresentanti dell’80% delle marinerie italiane.

Questo una parte del comunicato diffuso. “Decretiamo lo sciopero generale per tutti. Ciò è nato a causa dell’aumento del gasolio che non permette più di sostenere l’attività della pesca. Per questa ragione abbiamo deciso di fermarci”. Analizzando i dati dello scorso anno si evince come il prezzo del gasolio sia raddoppiato.

Un aumento che ha obbligato gli addetti ai lavori e i rappresentati del settore ad una misura drastica. Molti sono in attesa e si aspettano risposte da parte del Governo. Mercoledì tutte le associazioni di categoria saranno a Roma per avere un incontro con il Ministero”, l’annuncio del presidente dell’Associazione produttori pesca di Ancona Apollinare Lazzari.

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L’obiettivo dell’Associazione è quello di far entrare il comparto della pesca tra quelli che riceveranno un sostegno nel prossimo decreto. Purtroppo la guerra in Ucraina ha compromesso le attività di molte persone a causa degli aumenti riguardo i costi dell’energia.

Senza aiuti e sostegni non si può lavorare perché i costi superano di gran lunga il guadagno. Il prezzo medio del gasolio per la pesca si è fatto ancora più preoccupante: l’aumento ha raggiunto anche il 90 e il 100 per cento rispetto allo scorso anno. Una situazione insostenibile che ha costretto i pescherecci italiani a navigare in perdita o a tagliare le uscite. Con conseguenti decisioni drastiche come quella di scioperare.