Reddito minimo universale, perchè per alcuni sarebbe un disastro

L’ipotesi di introdurre il reddito minimo universale potrebbe rappresentare un vero e proprio disastro per alcuni. Scopriamo insieme per chi e in particolar modo per quale ragione.

In questi giorni si sta parlando molto della possibilità di introdurre il Reddito minimo universale. Questo, in particolare, consentirebbe di dare un sostegno economico concreto a tutte quelle persone che hanno risentito in maniera piuttosto pesante delle conseguenze generate dalla pandemia prima e adesso dallo scoppio della guerra in Ucraina.

Nello specifico, con il Reddito minimo universale si da riferimento ad una misura volta a garantire a ciascun cittadino di beneficiare al di là dei limiti di reddito, di un reddito per così dire di base. L’intento, in poche parole, è quello di consentire a tutte le persone di beneficiare di un sostegno minimo che consentirebbe di poter far fronte alla spese di carattere quotidiano. A tal proposito, è stata avviata una raccolta firma di carattere europeo che ha l’intento di dare vita ad un referendum in merito alla sua erogazione o meno. Tale iniziativa terminerà il 25 giugno prossimo e prevede delle soglie minime che variano in base al paese. Queste, difatti, dipendono dal numero di membri presenti all’interno del Parlamento Europeo per ciascuna nazione.

A tal proposito, è importante esporre quelli che sono i vantaggi come anche gli svantaggi di una misura del genere. Tra i primi risulta rientrare senz’altro il fatto che in tal modo sarebbe possibile contrastare efficacemente la povertà e dunque le disuguaglianze sociali. Senza contare poi che molte persone si sentirebbero incentivate a migliorare le proprie competenze. Di contro, però, assisteremmo ad un aumento generale della ricchezza che andrebbe a generare un aumento dell’inflazione. Non solo, una misura del genere qualora venisse introdotta potrebbe disincentivare le persone nella ricerca di un’occupazione con tutte le implicazioni che ne conseguono. Una simile iniziativa, dunque, non può non prevedere anche un sistema volto ad introdurre le persone nel mondo del lavoro proprio previsto con il reddito di cittadinanza. Questo, non a caso, prevede da un lato un’integrazione al reddito, dall’atro l’adesione ad un programma volto a reinserire un soggetto nel mondo del lavoro.