Beni di prima necessità, perchè in estate dovremmo fare provviste

Si consiglia di fare provviste dei beni di prima necessità in estate. Scopriamo insieme per quale ragione.

Il conflitto in Ucraina sta generando una serie di conseguenze che con il passare del tempo appaiono sempre più difficile da contrastare. Basti pensare, difatti, che la crisi geopolitica sta determinando un aumento del costo relativo alle materie energetiche con il conseguente innalzamento delle bollette di luce e gas. Senza contare poi che anche il costo delle materie prime come, ad esempio, del grano, del mais e dei cereali sta aumentando a vista d’occhio. In un simile contesto, può risultare una buona idea quella di fare provviste di beni di prima necessità in estate.

A partire dal 24 febbraio, giorno in cui le truppe russe hanno invaso il territorio ucraino, infatti, l’Italia, e non solo, è stata letteralmente travolta da quella che potrebbe essere definita la tempesta perfetta. A tal proposito, stando alle stime di crescita fornite dall’Istat, stanno pesando in maniera decisiva proprio le conseguenze generate dal predetto conflitto tra cui l’inflazione che oramai è arrivata alle stelle. Pur in presenza di una crescita, infatti, il Pil italiano risulta rallentare. Nello specifico, secondo le stime il nostro paese sarà interessato una crescita sia nel 2022 che nel 2023 tuttavia ciò accadrà in maniera più lenta rispetto all’anno 2021.

Come accennato poc’anzi, a determinare questo rallentamento è innanzitutto l’inflazione che dovrebbe continuare anche nei mesi prossimi fino a diventare meno intensa in tempi ancora non chiari. A fare da traino è sicuramente la pressione al rialzo per quanto concerne i prezzi delle materie prime. Qualora dovessero risultare più contenute durante il 2023 potremmo assistere almeno in parte ad una decelerazione dell’inflazione. Per quanto concerne l’occupazione e la sua evoluzione, rispetto al 2023, quest’anno ci sarà un aumento relativo al miglioramento dell’attività economica in maniera consistente nel 2022 mentre l’anno prossimo il valore sarà più contenuto. Alla luce di quanto appena detto, mentre dopo la pandemia si stava assistendo ad una ripresa anche consistente, con lo scoppio del conflitto questo accadrà in maniera più rallentata. Non resta che auspicare la fine della crisi geopolitica che sta letteralmente mettendo in ginocchio le famiglie italiane che già versavano in condizioni di disagio economico.