Bonus 200 euro, domande nel caos. Slittano i pagamenti?

Alcuni aspetti della norma per l’assegno del bonus 200 euro non sono ancora chiari: i dubbi su modalità e tempi dell’autodichiarazione

Il bonus 200 euro previsto dal governo per il mese di luglio ha una contraddizione intrinseca. L’incentivo si presenta infatti come automatico ma alla fine si può dire che sia ‘quasi’ a richiesta. L’aiuto proposto da Draghi alle famiglie contro l’aumento dei prezzi è accessibile a chi guadagni fino a 35mila euro e dovrebbe arrivare nella busta paga di luglio, e per quanto riguarda i lavoratori dipendenti era stato promesso come aggiunta automatica nel cedolino del mese.

Se si va a leggere in maniera approfondita la norma, si scopre che in realtà non è proprio così, e di questo se ne sono accorti i Consulenti del lavoro. In effetti l’articolo 31 del decreto spiega che “tale indennità è riconosciuta in via automatica”, ma dopo aggiunge “previa dichiarazione del lavoratore di non essere titolare delle prestazioni di cui all’articolo 32“.

Bonus 200 euro, incertezze sull’autodichiarazione

In sostanza quindi il bonus 200 euro non è del tutto automatico. Serve infatti la dichiarazione del lavoratore che garantisce al suo datore di lavoro che non ha già ricevuto il bonus, magari perché in famiglia ha un percettore del Reddito di cittadinanza, o perché è titolare anche di una pensione. Uno dei Consulenti del lavoro, Giuseppe Buscema, ha specificato che senza tale dichiarazione il datore di lavoro non può erogare il bonus.

Il punto è che il governo non ha fornito alcuna indicazione in merito a questo fatidico modulo. Nessuno nei ministeri ha precisato come vada fatta questa dichiarazione o entro quali termini ultimi. I Consulenti del lavoro hanno preparato un fac simile del modello di autocertificazione. Per ora quindi gli unici che percepiranno il sostegno in via automatico sono coloro che percepiscono il reddito di cittadinanza, i pensionati e i disoccupati con la Naspi o la DisColl.

Dunque, oltre alle aziende private anche nel pubblico impiego ci si dovrà organizzare per preparare le autocertificazioni da far firmare ai dipendenti. Nella norma ci sono dei dubbi anche riguardo alla situazione per i lavoratori domestici, per i quali non è nota la modalità con la quale dovranno dimostrare di avere in corso almeno un rapporto di lavoro alla data 18 maggio 2022.