Gas, perché e come Putin sta mettendo spalle al muro l’Italia

Il nuovo taglio di forniture di Gas della Russia può mettere in crisi il nostro paese: come pensa l’Europa di risolvere questo problema

Anche l’Italia rientra nei tagli di gas fatti dalla Russia. Eni ha ricevuto la comunicazione da Gazprom sulla riduzione di fornitura di gas al solo 50% della richiesta giornaliera dei 63 milioni di metri cubi e ha prontamente comunicato l’aggiornamento sul proprio sito. Il ministro della Transizione ecologica, Roberto Cingolani, ha spiegato che la riduzione delle forniture ha per ora prodotto un “danno limitato” e che la situazione è al momento sotto controllo.

Il ministro ha poi spiegato che se tale riduzione dovesse continuare, il governo è pronto a cautelarsi mettendo in atto delle contromisure. Draghi invece ieri ha parlato a Kiev e ha affermato che la Russia mente quando esclude la premeditazione su questa riduzione: “Sia la Germania che noi, e altri, crediamo che queste siano bugie. In realtà c’è un uso politico del gas, così come stanno usando il grano per fini politici”.

Gas, problemi di fornitura e prezzi: la situazione

L’Italia è in attesa di nuovi contratti con i nuovi fornitori, così come gli altri paesi europei, e intanto ha raggiunto un tasso di riempimento negli impianti di stoccaggio di gas pari al 54% della capacità totale. Il problema da affrontare però ora è doppio, perché si tratta da una parte di fronteggiare la corsa verso l’alto dei prezzi dell’energia, dall’altra di preoccuparsi per il prossimo inverno, nel quale servirà inevitabilmente qualche riduzione nei consumi.

Le previsioni meteo parlano di un’ondata di caldo in estate e questo comporterà per forza degli effetti sui consumi di energia elettrica. La riduzione di Gazprom arriva poi a pochi giorni dall’incendio che ha messo fuori uso il terminal di Freeport in Texas, uno dei principali hub per la spedizione di gas naturale liquido. Gli Usa hanno stretto un accordo con la Commissione Ue, che prevede l’impegno degli americani ad aumentare le forniture di gnl. Pertanto questi problemi al terminal texano non sono affatto una notizia positiva.

Se la situazione dovesse rimanere questa, gli esperti dubitano che queste alternative possano essere sufficienti a raggiungere il target dell’80% di stoccaggio entro novembre. intanto già oggi il prezzo delle offerte gas è aumentato del 21%.