Taglio del gas, siamo nei guai “Possiamo resistere fino ad ottobre”

Il docente del Politecnico di Milano Davide Chiaroni esprime il suo pensiero sul taglio di gas e sui pericoli che si rischiano

La questione del taglio delle forniture del gas da parte della Russia ha messo tanta preoccupazione. Anche l’Italia rischia di entrare in crisi a causa di questa diminuzione, soprattutto se dovesse trattarsi di un taglio durevole nel tempo. Nonostante il ministro della Transizione ecologica Roberto Cingolani non abbia fatto allarmismi, la situazione non è affatto delle migliori.

Sulla questione si è espresso anche il professor Davide Chiaroni, docente della Management School al Politecnico di Milano, che ha spiegato quali saranno gli effetti di tale riduzione. Queste le sue parole: “Ad oggi, abbiamo il gas che ci occorre per far lavorare le imprese e quello in arrivo viene destinato allo stoccaggio. Dunque è usato per garantirci di mettere da parte i quantitativi che ci saranno utili, quando, nel periodo invernale, servirà appunto più gas. Perciò allo stato attuale e nel breve periodo il taglio del 15% non dovrebbe comportare gravi conseguenze”.

Taglio del gas, in autunno ci sarà da preoccuparsi

A Chiaroni è stato poi chiesto fino a quando potremo andar avanti così. La sua risposta: “Fino a ottobre, sicuramente. E anche con tagli più alti, fino al trenta per cento. Se fossero del quaranta, come in Germania, la situazione sarebbe più complicata. Credo però che questo calo nei flussi sarà breve, mi pare una misura adottata da Mosca per far alzare il prezzo del gas”.

Il docente ha poi concluso: “Quando dovremo preoccuparci? Dipende anche dagli accordi presi con Paesi africani, l’Algeria e l’Arabia Saudita. Sappiamo che accordi per il gas ci sono e che ci sarà disponibilità, ma non abbiamo informazioni sulla misura, ossia sulla quantità del gas, e neppure sui tempi, ovvero da quando sarà concretamente utilizzabile. Se a inizio autunno vedremo ritardo nell’arrivo di gas da questi Paesi e la Russia continuerà con la politica dei tagli, ecco allora che un po’ di preoccupazione sarà inevitabile”.