Inflazione, così Draghi può usare le vostre pensioni come un bancomat

Inflazione, ecco in che modo Draghi potrebbe modificare le pensioni. C’è un’ipotesi che aleggia a Palazzo Chigi, ecco di cosa si tratta. 

Inizia a pesare, e non poco, l’inflazione sulle casse dello Stato. La paura è che il Governo possa pensare di modificare il sistema delle pensioni con la rivalutazione degli assegni.

ANSA

Da quest’anno c’è stato il sistema a scaglioni che ha sostituito quello per fasce. L’ipotesi che circola è che il Governo possa incassare una parte dei miliardi che sono stati messi da parte per i pensionati.

Questa ipotesi appare molto improbabile anche perché si avvicinano le elezioni e la campagna elettorale. Nessun partito vuole accreditarsi questa misura. Anche se i soldi a disposizione, che il Governo può incassare, sono davvero tanti.

Secondo l’Ufficio parlamentare di bilancio, tra il 2023 e il 2025 lo Stato per tutelare il potere d’acquisto dei pensionati ha messo da parte una cifra di 45,4 miliardi di euro. Questo avviene se l’inflazione fosse superiore di due punti rispetto al calcolo presente nel Documento di economia e finanzia.

La rivalutazione automatica delle pensioni si basa sull’inflazione dell’anno precedente. L’aumento ci sarà per il 2023. Dei 45 miliardi messi da parte, saranno conteggiati solo 13,1 che sono stati già messi da parte nei saldi di finanza pubblica. La parte eccedente invece no. Con l’inflazione al 7% le casse dello Stato dovranno aggiungere altri soldi pari a 32,3 miliardi. Ed è proprio questo che il Governo vuole evitare. A riportare la notizia è il quotidiano Libero.

Con la novità del sistema pensionistico a scaglioni, introdotto nel 2022, qualcosa è cambiato. 

Ecco in cosa consiste il sistema a scaglioni per le pensioni. Prevede un aumento della misura, al 100% dell’inflazione, per tutti quegli assegni che sono fino a quattro volte il trattamento minimo. Al 90%  per quelli compresi tra 4 e 5 volte il minimo e al 75% se superiori. Il modello in vigore fino all’anno scorso era quello per fasce.

Questo sistema a scoglioni, per le pensioni, è molto più vantaggioso per i pensionati ma allo stesso tempo è oneroso per lo Stato. Il presidente del Centro studi e ricerche Itinerari previdenziali, Alberto Brambilla, al quotidiano Libero ha ammesso. “Per quest’anno c’è questa regola e non c’è tempo per cambiarla. Per l’anno prossima se l’inflazione dovesse andare al 6,6%, per i pensionati ci sarà la possibilità di recuperare in pieno l’inflazione. Almeno per quelli fino a cinque volte la minima”.