Altri bonus e tagli alle bollette, così Draghi vuol lasciare un buon ricordo

Il governo Draghi sta per approvare il nuove decreto per aiutare le famiglie italiane: l’elenco degli aiuti, fra tagli e bonus

Il governo Draghi sta per approvare un nuovo decreto Aiuti nel quale sono elencati i provvedimenti per provare a combattere l’inflazione e ad aiutare le famiglie italiane. I soldi necessari per questo decreto saranno rappresentati dalle entrate degli ultimi mesi, da cui ne deriva la relazione sugli spazi di bilancio. La relazione è stata presentata in Consiglio dei ministri dal Ministro dell’Economia, Daniele Franco.

La cifra dei ricavi si calcola in 14,3 miliardi di euro e si punta a una approvazione veloce per mettere in campo il provvedimento entro il mese di agosto. Ma quali sono i sostegni all’interno del provvedimento? Andiamo a vederli nel dettaglio. La prima ipotesi è quella di un rinnovo del bonus 200 euro anche per il prossimo mese, ma non tramonta neanche l’idea di un taglio dell’Iva sui prodotti alimentari.

Bonus e tagli, i provvedimenti in ballo per il nuovo decreto

All’interno del decreto dovrebbe anche rientrare la conferma del bonus sociale sulle bollette, così come la possibilità del taglio degli oneri di sistema e quello delle accise sul carburante, che ricordiamo, è di 30 centesimi al litro. Serve però un’intesa unanime e la precarietà del governo non ammette divisioni. Ad oggi l’eventualità più probabile è la proroga degli aiuti già introdotti precedentemente.

Il rinnovo del bonus 200 euro sarebbe sempre per i redditi sotto i 35mila euro, mentre la proroga del taglio sulle accise, in vigore attualmente fino al 21 agosto, è ormai quasi certa e si parla di una nuova scadenza a fine settembre. Dal momento che però in quel periodo potrebbe non esserci un governo e quindi l’ennesima proroga sarebbe difficile, si valuta anche direttamente di allungare l’aiuto fino a fine anno.

L’idea del taglio dell’Iva sui beni alimentari come pasta, pane, carne e latte piace molto alla Lega, ma proposta anche dal ministro Brunetta. Il problema di questo provvedimento è che non ci sarebbero distinzioni di reddito