Pensione rifiutata dall’INPS, perchè neanche un Tribunale riesce a fartela avere

La pensione può essere rifiutata dall’Inps e neppure un Tribunale può fartela avere. Ecco cosa devi sapere a tal proposito.

La pensione risulta essere una fonte di reddito che per molti è assolutamente indispensabile per poter vivere e con la quale far vivere anche i propri familiari. In alcuni casi però la pensione può essere rifiutata dall’Inps e neanche un Tribunale può far nulla per fartela avere. Questo è quanto accaduto ad un professionista di Napoli.

L’uomo protagonista della vicenda è rimasto vedovo e quindi solo ad accudire la figlia malata di encefalopatia cronica. Come se non bastasse i sussidi erogati dallo Stato risultano essere insufficienti e dunque non riesce a pagare i circa 3mila euro al mese tra medici e terapie. Di conseguenza ha deciso di chiedere all’Inps per chiedere la pensione di reversibilità per la figlia. Pur trattandosi di un caso particolarmente grave e urgente, l’Ente non ha lavorato la pratica e il professionista napoletano si è visto costretto a ricorre per vie legali, rivolgendosi al Tribunale di Napoli. Quest’ultimo peraltro ha deciso di accogliere il ricorso presentato e dunque la sentenza è stata inviata all’Inps mediante pec.

Nonostante la sentenza del Tribunale di Napoli, non è cambiato nulla per quanto riguarda l’erogazione del trattamento pensionistico che, difatti, ancora non è avvenuta. Si tratta senza ombra di dubbio di una situazione estremamente difficile che richiede l’intervento e l’attenzione delle Istituzioni che non possono fare finta di non vedere e girarsi dall’altra parte. A tal proposito, infatti, l’uomo ha fatto sapere che se dovesse rendersi necessario provvederà a Sergio Mattarella, attuale Presidente della Repubblica. L’erogazione dell’assegno di reversibilità in questo caso si tratta di una misura necessaria in quanto il protagonista di questa assurda e brutta vicenda non dispone dei mezzi economici necessari affinché possa assicurare alla figlia malata le giuste cure. Alla luce di quanto detto è auspicabile, dunque, che la situazione si sblocchi al più presto e che l’Istituto Nazionale di Previdenza Sociale provveda al più presto a liquidare l’assegno pensionistico per consentire a questo padre di assistere in maniera efficace la propria figlia affetta da una grave malattia.