Covid, brutta sorpresa dall’INPS 

L’INPS ha riservato una brutta sorpresa ai lavoratori italiani che si ammalano di covid. Scopriamo insieme di cosa si tratta. 

Quella che l’Istituto Nazionale di Previdenza Sociale, INPS, sta riservando ai lavoratori italiani è davvero una brutta sorpresa. È importante sapere in cosa consiste quello che i sindacati hanno definito un comportamento inaccettabile.

In particolare, le associazioni sindacali di Uil, Cgil e Cisl hanno voluto denunciare un comportamento a dir poco inaccettabile da parte dell’Ente che, di fatto, non sta pagando la malattia ai lavoratori che nonostante siano affetti da covid non presenta alcuna sintomatologia. Le associazioni hanno riferito di diverse segnalazioni da parte di uomini e donne riguardo al fatto che stanno percependo il pagamento relativo ai giorni di malattia. Si tratta in sostanza di una condotta alquanto discutibile da parte dell’Istituto dal momento che in ogni caso i lavoratori sono tenuti ad osservare un periodo di isolamento di 5 giorni o comunque fino all’esito negativo del tampone. I lavoratori e le lavoratrici dunque si ritrovano nella situazione di non poter uscire e dunque di non potere andare a lavorare e per di più di non percepire al malattia. 

I sindacati dal canto loro hanno voluto denunciare l’andamento sottolineando il fatto che l’isolamento debba essere considerato in ogni caso come malattia. Di conseguenza, non è giusto che i lavoratori si vedano decurtare lo stipendio chiedendo a gran voce un intervento urgente affinché i certificati di malattia Covid vengano riconosciuti. In poche parole per le associazioni sindacali il contagio è da considerarsi a tutti gli effetti come malattia anche nel caso in cui non si avvertano sintomi. Per l’Inps invece la dicitura presente su alcuni certificati riferita all’isolamento da covid è da considerarsi rientrante nelle disposizioni riguardanti la quarantena e che si trovano contenute all’interno del Decreto Cura Italia, all’articolo 26 comma 1. Qui in particolare si equipara la quarantena al periodo di malattia, tuttavia, trattandosi di una norma in vigore fino al 31 dicembre 2021, quest’ultima non risulta essere più attuabile. Si tratta di una situazione che sta creando non poca tensione tra l’Ente Previdenziale e i lavoratori di cui i sindacati si stanno facendo portavoce.