La domanda immobiliare tiene ma si bloccano le compravendite. I mutui dedicati agli under 36 sono in calo netto.

Non appena assaporato il cambiamento che si poteva definire storico, se pensiamo che fino al 2020 era quasi un’utopia pensare di acquistare casa tra i 18 e i 36 anni senza un contratto a tempo indeterminato, la festa sembra già essere finita.
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Il grido d’allarme era già stato lanciato nell’aprile scorso, quando l’aumento dell’Eurirs, il parametro che serve da base per la definizione del tasso dei mutui fissi, aveva già fortemente intaccato il mercato dei mutui agevolati per i giovani offerti dalle banche grazie alla garanzia aggiuntiva della Consap, la società interamente controllata dal ministero dell’Economia e delle Finanze. Ma il problema, ora, non si limita al solo aumento Eurirs e diciamolo chiaramente non si limita solo al comparto giovanile. Ormai è complicato scegliere l’offerta di un finanziamento: il brusco aumento dei suddetti indici di riferimento ha modificato le tendenze di mercato. E sempre più privati e famiglie stanno volgendo l’attenzione sul tasso variabile.

Tassi mutui salgono a giugno al 2,37%: sofferenze in calo per le banche

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La Banca d’Italia spiega con due analisi diverse perché i mutui sono più costosi e più difficili da ottenere. Approfondiamo in questo articolo i dati evidenziati da Palazzo Koch e quale scenario si sta aprendo per il nostro mercato immobiliare. La Banca d’Italia nella pubblicazione «Banche e moneta: serie nazionali» rileva che a giugno i tassi di interesse sui prestiti erogati alle famiglie per l’acquisto di abitazioni comprensivi delle spese accessorie (Tasso Annuale Effettivo Globale, Taeg) si sono collocati al 2,37% (2,27 in maggio), mentre quelli sulle nuove erogazioni di credito al consumo all’8,34% (8,25 nel mese di maggio). Più in dettaglio, i tassi di interesse sui nuovi prestiti alle società non finanziarie, ha precisato Bankitalia, sono stati pari all’1,44% (1,19% nel mese precedente), quelli per importi fino a 1 milione di euro all’1,97%, mentre i tassi sui nuovi prestiti di importo superiore a tale soglia all’1,15%. A chiarire tutti questi aspetti il sito money.it

Cosa cosa sono i tassi passivi e perché calano

Dalla pubblicazione è emerso inoltre che i prestiti al settore privato sono cresciuti del 3,2% sui dodici mesi (3,1% a maggio), mentre la crescita dei finanziamenti alle famiglie è stata pari al 4,1% da 4% nel mese precedente e quelli alle società non finanziarie del 2,6 (contro il 2,3% nel mese precedente).

 

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