Ritorno delle centrali nucleari in Italia, dove le costruiranno

Il problema energia continua a sussistere e i partiti si scontrano su un quesito: nucleare sì o no? Molti sono favorevoli, ecco dove potrebbero essere costruite.

Manca pochissimo alle elezioni politiche del 25 Settembre 2022, elezioni che decideranno sicuramente in quale direzione procederà l’Italia in merito alla forte crisi energetica innescata dalla guerra russo-ucrina.

Adesso gli italiani sono stati chiamati a votare dopo tanto tempo, durante il quale non è stato possibile scegliere i propri rappresentati. Il dilemma su chi votare è una realtà, dato che i partiti sono tanti e i programmi politici variano largamente.

Tuttavia sono tre i maggiori partiti italiani che nel loro programma hanno un argomento in comune. Carlo Calenda, leader di Azione, Matteo Salvini della Lega e lo storico leader di Forza Italia Silvio Berlusconi si sono detti più che propensi al ritorno del nucleare sul territorio italiano.

Di questo tema si discute da tempo, dato che la crisi energetica è un problema che si è diffuso a macchia d’olio su tutto il mondo occidentale e che sta altamente gravando non solo sulle tasche dello Stato, ma soprattutto su quelle dei cittadini. Una situazione che non può andare avanti ancora a lungo.

Centrali nucleari in Italia: le possibili città da coinvolgere

Per questo dopo anni si ritorna a parlare di energia nucleare, che sta diventando un cavallo di battaglia contro la coalizione del centrosinistra. Intanto Fratoianni e Bonelli hanno individuato i luoghi più idonei alla costruzione delle centrali nucleari fortemente volute da Calenda, Salvini e Berlusconi.

Non è stato divulgato secondo quale criterio siano stati scelti i luoghi, ed è anche vero che nonostante sia il loro ‘cavallo di battaglia’ di questa campagna politica, nessuno dei tre leader ha ma effettivamente indicato qualche luogo designato alla possibile locazione delle centrali.

Secondo quanto ipotizzato da Alleanza Verdi Sinistra sarebbero parecchie le centrali costruibili: cinque in pari cinque città sulla costa adriatica e altre cinque su quella tirrenica; due tra Piemonte ed Emilia Romagna e una in ogni isola maggiore, ovvero Sicilia e Sardegna.

Di seguito ecco l’elenco delle possibili città che andrebbero ad ospitare le centrali:

  • Trino Vercellese (provincia di Vercelli);
  • Caorso (provincia di Piacenza);
  • Monfalcone (provincia di Gorizia);
  • Chioggia (provincia di Venezia);
  • Scalino (provincia di Grosseto);
  • San Benedetto del Tronto (provincia di Ascoli Piceno);
  • Montalto di Castro (provincia di Viterbo);
  • Borgo Sabotino (provincia di Latina);
  • Termoli (provincia di Campobasso);
  • Garigliano (provincia di Caserta);
  • Brindisi;
  • Scansano Jonico (provincia di Matera);
  • Palma di Montechiaro (provincia di Agrigento);
  • Oristano.

I due leader di Alleanza Verdi Sinistra sono estremamente contrari all’approdo del nucleare in Italia e, a rafforzare la loro campagna, hanno utilizzato uno studio danese che ha provato la dubbia utilità del nucleare per la creazione di energia elettrica. Inoltre ci si chiede chi pagherebbe questa enorme spesa, che potrebbe costare 400 miliardi di euro.