Molte persone presto potrebbero avere voglia di andarsene dalla propria Regione: ecco dov’è che il caro bollette sembra creare più danni.

La Cgia di Mestre ha reso noto un interessante report che rivela che ci sono Regioni che soffrono più di altre del caro bollette. In particolare, sarebbero ben 9 milioni gli italiani che risultano essere a rischio povertà energetica.

Con questa espressione si fa riferimento alla condizione in cui non si riesce ad utilizzare regolarmente l’impianto di riscaldamento e di raffrescamento durante i mesi invernali ed estivi.

Bollette, presto alcuni avranno voglia di andarsene dalla propria Regione

Oltre a ciò, le persone che rientrano in questa categoria sono soliti limitare il consumo di energia e dunque di elettrodomestici utili come la lavastoviglie, la lavatrice e così via. In genere, si tratta di famiglie che presentano un numero di componenti elevato e che si trovano a vivere in abitazioni fatiscenti e dove spesso il capofamiglia è emigrato o inoccupato. Geograficamente, il livello di maggiore povertà energetica è raggiunto nelle zone del Mezzogiorno. In particolare, la Campania risulta essere in maggiore difficoltà e a seguire ci sono la Sicilia e la Calabria. Nelle Regioni del Centro invece la situazione risulta essere meno critica ma comunque difficile. Tra queste ritroviamo le Marche, l’Abruzzo e l’Umbria. Dove invece il rischio di povertà energetica risulta essere medio basso è nel Lazio come anche in Piemonte, in Liguria, in Friuli Venezia Giulia e, infine, in Valle d’Aosta.

La fascia bassa di rischio invece riguarda l’Emilia Romagna, la Lombardia, il Veneto, la Toscana e il Trentino Alto Adige. In ogni caso, la situazione attuale sembra destinata a peggiorare in maniera devastante nelle prossime settimane dal momento che sono stati preannunciati aumenti ulteriori per quanto riguarda il costo delle bollette di luce e gas. E’ necessario dunque che si proceda al più presto all’introduzione di misure particolarmente incisive in tal senso che consentano a coloro che versano in condizioni economiche precarie di riuscire ad affrontare l’inverno con minori difficoltà. Non resta, di conseguenza, che auspicare che il nuovo governo che si insedierà in Parlamento in seguito al voto del 25 settembre riuscirà a mettere a punto delle valide misure.

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