In materia di gas arrivano notizie pessime per l’Italia e l’Europa intera: ecco perchè hanno fatto male i conti e cosa accadrà a breve.

L’emergenza gas sembra non avere mai fine dal momento che quelle che sono arrivate per l’Italia e l’Europa sono notizie pessime che rivelano come entrambe abbiano fatto male i conti.

A partire dal 31 agosto fino al 3 settembre, infatti, Gazprom ha annunciato una interruzione delle forniture che però a detta di molti rimarranno in maniera permanente con tutte le conseguenze del caso.

Gas, notizie pessime l’Italia e l’Europa hanno fatto male i conti

Ufficialmente, la ragione di questa interruzione è stata fatta coincidere con un presunto guasto che ha reso necessario eseguire interventi di manutenzione sul gasdotto Nord Stream 1. Si tratta in ogni caso di una situazione davvero molto preoccupante dal momento che nel caso in cui la Russia decidesse di chiudere in maniera definitiva il rubinetto del gas ci si troverà costretti a razionalizzare i consumi. A tal proposito, Davide Tabarelli di Nomisma Energia ha detto che la soluzione ideale sarebbe quella di iniziare quanto prima in tale direzione procedendo allo stesso tempo con l’aumento delle importazioni al di fuori della Russia. L’obiettivo, difatti, è quello di arrivare alla sostituzione dei 29 miliardi che prima acquistavamo da Mosca.

Confindustria ha spiegato che la predetta interruzione delle forniture darebbe vita ad un vero e proprio shock con un impatto pesantissimo sull’intera economia. S&P Global Rating in particolare ha riferito che l’Italia insieme alla Germania si troverebbe ad essere il Paese più colpito dalle conseguenze. Anche se va detto che il nostro Paese è riuscita in misura maggiore a diversificare le fonti energetiche, stipulando un accordo con l’Algeria. Sempre secondo l’analisi di S&P Global, il blocco delle esportazioni di gas sarebbe fondamentale procedere con il razionamento obbligato dell’energia in ciascuno stato dell’Ue. In questo caso, l’obiettivo sarebbe quello di giungere ad una riduzione del consumo di gas di circa il 15 per cento. Com’è ovvio, alla luce dell’attuale situazione, l’auspicio è che la predetta interruzione non si verifichi e che dunque dunque Vladimir Putin non decida di utilizzare il gas come strumento politico per mettere in ginocchio le potenze rivali.

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