Siamo in un momento molto delicato per l’Unione Europea. Davanti alla minaccia economica costante dell’aumento del prezzo del gas, l’Unione fatica a trovare un accordo per tutti i paesi coinvolti e molti stanno prendendo strade indipendenti. A pagare sono quelli che rimangono fedeli all’idea di Europa.

Tra i paesi dell’Unione Europea comincia a serpeggiare l’idea che l’organismo sovranazionale non riuscirà a prendere prendere in tempo provvedimenti contro la crisi. Ci sono ancora profonde divisioni tra i paesi membri sul prezzo del gas e alcuni, come la Germania, cominciano ad agire per conto proprio. A pagare per queste azioni sono tutti gli altri.

valvola del gasdotto Nord Strem 1
Foto ANSA

La crisi del gas ha colpito tutti, ma non tutti in egual misura. La Germania, per esempio, è uno dei paesi a star più soffrendo dalla crisi, visto che quasi la totalità del gas importato lo era dalla Russia. L’improvviso cambio della carte in tavola ha lasciato i tedeschi nel panico e pieni di problemi.

Gas, perchè gli italiani pagheranno più di tutti

Davanti a una crisi così grave e rapida nel suo evolversi, i processi decisionali dell’Unione Europea, che deve mettere d’accordo 27 stati diversi, sono decisamene troppo lenti. Alcune nazioni, come, appunto, la Germania, sono in una condizione talmente critica da non poter aspettare le discussioni sul tetto comunitario al prezzo del gas.

Ecco da dove arriva la necettià del Governo Scholz di imbastire un’operazione di aiuti a imprese e famiglie da 200 miliardi di euro. Si tratta di un’operazione immensa che, in pratica, permette alla Germania di mettere da sola un tetto nazionale al prezzo di importazione del gas. Il problema è che la Germania non è l’unica a impedire il tetto al prezzo del gas a livello europeo. L’Olanda, che ha ad Amsterdam il principale mercato di gas natuale in Europa, si oppone fermamente all’idea del price cap, visto che ne perderebbe molti profitti. Stessa posizione presa dalla Norvagia, che dopo l’inizio della guerra ha sostituito la Russia come principale paese esportatore di gas naturale.

Ursula Von Der Leyen
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Sono contrari al tetto al prezzo del gas anche Spagna e Portogallo, in quanto il prezzo proposto dalla Commissione Europea sarebbe per loro meno vantaggioso rispetto alla concessione già ottenuta nei mesi scorsi a causa della bassissima interconnessione della rete di rifornimenti dei due paesi. A rimetterci da queste discussioni sono i paesi che più di tutti si stanno impegnando a trovare una soluzione comune. La Francia, quindi, ma soprattutto l’Italia. Per tutto l’anno, il Governo Draghi è riuscito a mantenere gli stanziamenti contro la crisi del gas senza mandare in deficit i conti pubblici grazie al buon andamento dei conti pubblici, ma sarà molto difficile fare la stessa cosa l’anno prossimo, quando, si prevede, questi non andranno più così bene.

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