Bollette da incubo e senza rateizzazione. L’Eni ha iniziato la guerra agli italiani

A soffrire più di ogni altro per il caro bollette sono senza dubbio le aziende locali. Le spese per l’energia sono più che raddoppiate questo mese e per alcuni non è neanche possibile procedere alla rateizzazione. Si alzano gridi di protesta contro le istituzioni italiane.

L’italia è stata teatro di molte storie di aziende costrette alla chiusura a causa del caro bollette. Molti attività produttive e commerciali si sono trovate a dover pagare importi doppi, tripli, a volte anche quadrupli rispetto agli anni precedenti. Impossibilitati a pagare tutto insime, molti si appoggiano allo strumento della rateizzazione, importante proprio per questi casi.

Bollette per le imprese
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Esistono situazioni in cui anche questa strada viene negata. Il caso riportato viene da Varese, in cui una solida realtà produttiva locale, attiva da oltre 80 anni, rischia di chiudere i battenti per via di una sola bolletta. La bolletta in questione è quella della luca, emessa da Eni. L’importo richiesto è pari al 337% rispetto a ottobre 2021: 2,5 milioni di euro di bolletta.

Aziende sull’orlo del crollo. Urge un intervento dello Stato

La situazione è talmente grave che il prefetto di Varese, Salvatore Pasquariello, ha deciso di mandare una lettera a Mario Draghi in persona per chiedergli di intervenire. L’azienda colpita da questa folle bolletta si occupa di fusione di ghisa per le industrie elettromeccaniche, automobilistiche, edilizie e mecchaniche. Si tratta quindi di una di quelle industrie energivore che hanno bisogno di moltissima energia per far funzionare i propri forni e far sciogliere il metallo.

L’allarme si apre a tutte le aziende manifatturiere del paese. Molte di queste non possono sostenere costi dell’energia triplicati rispetto all’anno scorso. Secondo la Camera di Commecio di Varese, se non viene fatto un intervento largo ed efficace rapidamente, si rischierebbe di veder chiudere il 30% delle aziende manifatturiere in Italia. Un danno gravissimo per l’economia, visto che molte di queste aziende danno un forte boost all’export.

Assemblea provinciale industrie della Provincia di Varese
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L’attenzione poi va, ovviamente, ai lavoratori. Per l’azienda in questione lavorano decine di dipendenti, con altrettante famiglie a carico. La stima di Confindustria Varese è che a rischio chiusura siano 350.000 aziende, con un totale di circa 3 milioni di potenziali disoccupati in tempi brevissimi.