Gas, ci restano 10 giorni per salvarci

Sempre meno tempo a disposizione per fare qualcosa di concreto sul fronte del gas: ci restano 10 giorni per salvarci

La crisi dell’energia incombe, le bollette sono ormai arrivate nelle case degli italiani e negli uffici delle imprese, ma forse qualcosa inizia a muoversi.

(Gas Europa/Ansa)

Manca davvero poco e per salvare l’Europa da una catastrofe economica senza precedenti ci restano solo 10 giorni. Ecco cosa si sta muovendo sul fronte del gas in Europa.

Mancano solo 10 giorni: ecco cosa si muove sul fronte del gas in Europa

Il summit europeo dei 27 leader sembra essere andato bene. Ad essere incoraggianti sono le parole di Mario Draghi, secondo cui “sull’energia le cose si stanno muovendo”. Il 19 ottobre (mancano quindi 10 giorni) verrà infatti presentato alla Commissione una proposta concreta di tre punti: la diminuzione dei prezzi, l’elemento di solidarietà e una riforma del mercato dell’elettricità. Più che vere e proprie misure sembrano auspici che il nostro Presidente del Consiglio afferma, ma la fiducia è tanta.

Intanto l’ex presidente della Bce, durante gli incontri con i vari leader europei, ha spezzato una lancia in favore della proposta di Thierry Breton e Paolo Gentiloni: fare debito comune per mettere i Paesi dell’Unione sullo stesso livello.

A non mancare è stato l’appoggio e il forte sostegno da parte di tutti nei confronti dell’Ucraina, impegnata in una guerra aperta contro la Russia. Tutti i leader hanno infatti confermato il sostegno e gli impegni presi riguardo gli aiuti militari ed economici al Paese di Zelensky.

(Gas Europa/Ansa)

Insomma, per quanto riguarda il fronte del gas, ancora nulla è stato deciso, ma secondo Mario Draghi sono stati fatti passi in avanti che a breve potrebbero essere addirittura decisivi. Secondo esperti ed analisti l’intesa sembra essere vicina. Ursula Von Der Leyen, la presidente della Commissione Europea, ha quindi ribadito quelli che sono gli elementi cardine della collaborazione: acquisti comuni di metano (che di all’Unione un peso di riguardo sul mercato), ulteriori finanziamenti europei e investimenti in infrastrutture energetiche.

Ad oggi sul tavolo vi è l’intenzione di calmierare i costi dell’energia, probabilmente con l’attuazione di un “corridoio del prezzo” (auspicato dal ministro Cingolani). In ultimo, avanza la proposta di limitare la formazione del prezzo, smussando la speculazione che sta facendo molto discutere sul mercato di Amsterdam.