Il primo intervento del nuovo Governo Meloni potrebbe riguardare proprio le bollette, uno dei problemi più ingenti del momento.

Adesso si attende la prima manovra ufficiale del nuovo Ministro dell’economia e delle finanze Giancarlo Giorgetti, che con tutta probabilità sarà un nuovo decreto d’emergenza per affrontare il caro-bollette.

Giorgia meloni primi decreti Foto Ansa

L’ipotesi più gettonata è che venga posticipata la scadenza del sistema dei credi d’imposta previsto dal decreto Aiuti-ter, che dovrebbe scadere a Novembre. Intanto il Ministero dovrà trovare altri 5 miliardi di euro per sostenere la manovra.

Ci sarebbe anche la possibilità di rimodellare l’attuale bonus sociale per aiutare le famiglie più deboli a sostenere il peso della spesa energetica, e per averne accesso non servirebbe nemmeno presentare l’Isee.

Stando ai dati raccolti dal Mef sono molte le famiglie aventi diritto che non stanno sfruttando il bonus perché non ne sono a conoscenza; lo testimoniano anche i fondi ancora non sfruttati da quelli inizialmente stanziati.

Eliminando le difficoltà burocratiche instaurate dalla richiesta dell’attestazione Isee sarebbero molte di più le famiglie che potrebbero beneficiarne, dato che verrebbe eliminato il criterio della soglia di reddito.

Le novità firmate Giorgia Meloni: aiuti anche senza Isee

Sono due dunque i versanti sui quali vuole concentrarsi il governo Meloni: quello delle famiglie e quello delle imprese. Probabilmente gli sconti fiscali sull’acquisto di gas e luce, per le imprese, verranno prorogati al 31 Dicembre 2022.

Aiuti del Governo sul caro-bollette; foto Ansa

Si vociferava anche su un possibile nuovo bonus, il ‘bonus inflazione’, da 150 euro erogati una tantum, ma sembra che la manovra non andrà in porto, nonostante le casse statali abbiano i fondi necessari. Il messaggio è chiaro: la Meloni vuole risparmiare i fondi per la legge di Bilancio 2023.

Per risparmiare il più possibile e iniziare al meglio il 2023, è probabile che il nuovo esecutivo utilizzi il sistema di sostenere in anticipo alcune spese già calendarizzate per il nuovo anno. In questo modo di potrebbe iniziare il 2023 con un deficit del 3,1% o 3,2%, poco meno rispetto al 3,4% previsto.

Una mossa furba, che non andrebbe a pesare sulla soglia di deficit del 5,6% previsto per il 2022 uscente. Per quanto riguarda invece l’ultimo decreto Aiuti-ter di Draghi, ci sono alte probabilità che si continui con i mutui garantiti dallo Stato per gli under 35, nonché è confermato il taglio sulle accise di benzina e gasolio almeno fino al 18 Novembre prossimo.

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