La scelta per i mutui si fa sempre più difficile: in base a cosa decidere tra tasso fisso e variabile

In tanto si stanno chiedendo, soprattutto adesso, quale mutuo convenga scegliere, ovvero se uno a tasso fisso o a tasso variabile. Sicuramente dipende sempre dai casi, viste le tante variabili della scelta, ma è pur vero che con il crescente rialzo dei tassi di interesse ora è diventato molto importante prendere la decisione più corretta, vista soprattutto la decisione della Bce di alzare i tassi ufficiali dello 0,75%.

Diventa quindi importante scegliere con attenzione il tasso che la banca applicherà alle nostre rate, ma andiamo a vedere tutte i dati necessari per capire quale è davvero la soluzione più adatta. Se prima i mutui a tasso variabile erano nettamente la scelta migliore perché la rata di un prestito a tasso fisso risultava troppo alta, ma ora le circostanze sono differenti.

Mutui, perché ora cambia tutto

Mutui, tutti i fattori della scelta

Ad oggi infatti secondo le ultime rilevazioni l’Irs a dieci anni è passato dall’1,51% di aprile all’1,78% di maggio, mentre la scadenza ventennale è salita dall’1,56% all’1,84%. Il tutto mentre l’Euribor è ancora negativo (a un mese a quota -0,55% e a tre mesi a -0,39%). Alla domanda iniziale pertanto la risposta è sempre «dipende», da fattori come ad esempio la capacità di reddito del richiedente.

Un altro fattore in base al quale scegliere è la durata del mutuo e l’importo richiesto, che può essere considerato troppo alto in base alle proprie possibilità. Un’altra questione importante, come in tutte le decisioni finanziarie, è la propensione al rischio, perché effettivamente il tasso variabile alla lunga può essere un rischio.

Chi sceglie questo tipo di tasso deve infatti sempre preoccuparsi di tenere d’occhio l’andamento degli indici di riferimento e di monitorare i grafici dell’Euribor.

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