Sempre più vicino ad una diminuzione dei sussidi. Per il premier Giorgia Meloni mancano i soldi, quindi addio ai bonus

Per ora non c’è nulla di deciso, ma la linea che vuole tracciare questo governo è abbastanza chiara e compresa da tutti.

(Meloni, addio bonus/Ansa)

Per il governo guidato da Giorgia Meloni mancano i soldi ed è necessario dire addio ai Bonus. A rischio, ovviamente, c’è il Reddito di Cittadinanza, ma non solo.

Ecco perché con il governo Meloni diremo addio ai bonus

Il rischio che molti lavoratori, con il nuovo governo Meloni, possano dire addio al bonus in busta paga nel 2023 è molto alto. Per l’esecutivo guidato dal presidente del Consiglio, infatti, mancano troppi soldi all’appello ed è necessario fare cassa.

La situazione economica è infatti piuttosto complicata e il governo intende agire subito. Ma uno dei primi provvedimenti potrebbe essere proprio la mancata conferma del taglio del cuneo fiscale, realizzato dal governo Draghi, per quei lavoratori con reddito non superiore a 35mila euro, con un aumento degli stipendi.

Sarà infatti necessario capire se ci sono le risorse sufficienti per continuare con lo sgravio contributivo del 2%. Servono infatti 4,5 miliardi di euro per la prossima Legge di Bilancio; dunque, la strada potrebbe essere quasi sicuramente un vero e proprio stop ai bonus in busta paga.

Se il governo guidato da Giorgia Meloni non dovesse riuscire a trovare le risorse finanziarie sufficienti a coprire il taglio del cuneo fiscale al 2%, le buste paghe dei lavoratori saranno più basse già a partire dal 1° gennaio 2023. Si tratterebbe di una pessima notizia per tutti quei lavoratori che hanno un reddito inferiore a 35mila euro e che stanno sicuramente attraversando un periodo difficile a causa del rincaro delle bollette e dell’aumento dei prezzi.

(Meloni, addio bonus/Ansa)

L’aliquota contributiva del dipendente, in questo caso, tornerebbe a essere del 9,19% (oggi è del 7,19%). Questo vuol dire che un lavoratore che possiede uno stipendio di 2.000€ lordi potrebbe avere quindi una riduzione di circa 40€ al mese, ovvero 520€ l’anno.

A peggiorare la situazione ci sarebbe l’aumento dell’inflazione, che per ora non ha invertito la sua corsa, e il problema dell’energia. Con l’arrivo dell’inverno, nei mesi più duri di gennaio e febbraio, la diminuzione degli importi in busta paga potrà essere un problema molto difficile da affrontare.

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