Bonus, arriva il 33% in più sullo stipendio

Grazie alle nuove norme pronto l’incremento in busta paga. Arriva il bonus che fa aumentare del 33% lo stipendio

Il nuovo governo è al lavoro per mettere nero su bianco sulla nuova legge di Bilancio. Le prime misure sono ormai chiare e quasi tutto deciso. Ci sono infatti nuove norme che potrebbero interessare molto i cittadini che vorrebbero qualcosa in più alla fine del mese.

(Bonus stipendio 33%) Investiresulweb
(Bonus stipendio 33%) Investiresulweb

Tra questi vi è una misura particolarmente apprezzata che farà molto comodo a molti lavoratori. È infatti previsto un nuovo bonus che farà aumentare del 33% lo stipendio. Ecco in cosa consiste, come richiederlo e chi potrà ottenerlo.

Ecco il bonus che porta il 33% in più sullo stipendio

Finalmente ci sarà un deciso aumento alla fine del mese, ma solo per alcuni lavoratori. È questo il risultato della manovra promossa dal nuovo governo Meloni. Si tratta, infatti, di una misura che produrrà un bonus con un aumento del 33% in più sullo stipendio.

Si tratta del cosiddetto Bonus Maroni, la quale prevede un incentivo del 33% a quei lavoratori che decidono di rimanere al lavoro pur avendo delle possibilità di andare in pensione. A questo proposito la manovra del governo Meloni resta ancora piuttosto incerta riguardo quella che è l’effettiva quantità del beneficio stesso. Si è parlato inizialmente del 33%, con un abbuono di tutti i contributi previdenziali, ma non c’è ancora nulla di ufficiale.

Il bonus prevede che il lavoratore che sceglie di continuare a lavorare, pur potendo andare in pensione, smette di versare i contributi previdenziali, così come il suo datore di lavoro. Sarebbe, quindi, una somma del 9,19% sulla retribuzione lorda con il 23,81% a carico del datore di lavoro. Dunque, un lavoratore che percepisce, ad esempio, uno stipendio lordo di 2.500€ al mese otterrebbe un incremento lordo di circa 825€ e, dunque, 520€ netti.

Inoltre, il Bonus Maroni bloccherebbe il calcolo dell’assegno della pensione durante il periodo in cui il lavoratore continua ad esercitare l’opzione. In questo caso, l’Inps non terrà conto di quei periodi lavorati nel periodo successivo. Un lavoratore di 62 anni di età, con 41 di contributi, quindi, potrà scegliere se continuare a lavorare versando i contributi, con il bonus Maroni o andare in pensione grazie a Quota 103.