Pensione, così puoi andarci senza limiti di età

Nonostante tutte le risposte data dalle Legge di Bilancio sul futuro dell’Italia, molte domande restano ancora scoperte. In materia previdenziale c’è ancora qualche lacuna da colmare, ma sembra che sia confermata la possibilità di una pensione senza limiti di età.

pensionato alla finestra
in pensione senza limiti di età
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Quota 41 è una misura su cui le forze di centrodestra puntano già da moltissimo tempo. Una delle misure più discusse in sede di trattative durante i colloqui tra Mario Draghi e i sindacati quando si parlava delle misure da adottare per la riforma delle pensioni 2023. Ora, con il nuovo Governo, le idee sono chiare: Quota 41 si farà, e tutti avranno la possibilità di andare in pensione se hanno lavorato abbastanza, indipendentemente dall’età. Le rassicurazioni riguardo quello che avverrà nel 2023 arrivano dal Sottosegretario all’Economia Federico Freni, che afferma come la completa messa in opera dell’idea di Quota 41 sia solo questione di tempo.

Per il 2023 è stata confermata la misura Quota 103. Si tratta di una misura di pensionamento anticipato che permette di andare in pensione con 41 anni di contributi e un limite di età anagrafica di 62 anni. Questa limitazione di età anagrafica, spiega Federico Freni, è stata inserita solo per questione di costi. Il futuro della misura è quello di diventare quello che avrebbe dovuto essere fin dall’inizio: una misura di pensionamento anticipato a cui si accede con 41 anni di contributi e nessun limite di età. Quello che sta succedendo in questo momento con le prestazioni previdenziali è dovuto semplicemente alla necessità di risparmiare fondi.

Quota 41 a metà e Opzione Donna a rischio, ecco i problemi del Governo con la previdenza sociale

Non solo Quota 41 sta venendo castrata dalla necessità di risparmiare fondi, ma anche altre misure di pensionamento anticipato. Opzione Donna, per esempio, è una delle misure che sta più soffrendo da questa mancanza di fondi. Freni ha sottolineato durante un’intervista che Il Messaggero, che Opzione Donna è, purtroppo, troppo costosa da trasporre nel 2023 così come è scritta. Il piano è trovare un compromesso convincente per salvare la misura, in quanto risponde a una necessità chiara e molto condivisa. Si tratta di una misura che intercetta un bisogno di tutela di cui il Governo intende farsi carico.

federico freni
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Ogni fondo disponibile sta venendo dirottato verso la lotta al caro bollette e al caro vita. Si tratta della situazione d’emergenza del momento e deve essere affrontata con tutte le forze necessarie. Purtroppo questo significa anche sacrificare qualcosa, ed ecco perché sono state fatte delle scelte in tema di previdenza sociale che non sono state considerate molto bene dalla popolazione. In primis c’è stata la questione delle rivalutazioni, considerate troppo basse rispetto a quanto necessita l’emergenza.

La questione delle rivalutazioni

Federico Freni risponde anche sul tema delle rivalutazioni delle pensioni. Secondo molti la rivalutazione del 7.3%, con molte fasce di reddito che non riceveranno gli interi aumenti, è una misura troppo riduttiva, specie se si considera in che situazione sono molti pensionati italiani. La risposta è stata chiara. Dovendo fare delle scelte, il Governo ha deciso di avvantaggiare chi ha più bisogno d’aiuto.

Ecco quindi che l’aumento pieno va soltanto alle fasce di reddito più basso, mentre per altre fasce ci sarà un aumento minore. La Legge di Bilancio, in generale ha dovuto fare i conti con i problemi economici dell’Italia in questo periodo. La promessa è che ogni cosa che non è stato fatto a gennaio, sarà fatto in seguito.