Ecco su quanti soldi in più potrai contare grazie alla rivalutazione delle pensioni. Il governo, infatti, ha previsto per il 2023 ed il 2024 la definizione di nuove fasce per il calcolo dell’adeguamento all’inflazione. Ecco tutti i dettagli.

La rivalutazione serve ad adeguare le pensioni all’aumento del costo della vita. In altre parole, serve a proteggere il potere di acquisto dei pensionati italiani e viene effettuato sulla base dei dati annuali comunicati dall’ISTAT. Fino al 31 dicembre 2022, la rivalutazione delle pensioni era effettuata secondo tre fasce.

Rivalutazione delle Pensioni, su quanti soldi in più potrai contare nel 2023 - Investire sul web.
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Coloro che percepivano fino a 4 volte il trattamento minimo avevano all’adeguamento al 100% dell’inflazione. Chi aveva un assegno pensionistico fra 4 e 5 volte il trattamento minimo aveva diritto ad una rivalutazione al 90% dell’inflazione. I pensionati con un assegno superiore di 5 volte il trattamento minimo, si vedevano un’adeguamento del 75%.

Rivalutazione delle pensioni, ecco come farei calcoli su quanti soldi in più potrai contare

A partire dal 1° gennaio 2023 e fino al 31 dicembre 2024, sono aumentate le fasce in base alle quali verrà effettuato ogni anno la rivalutazione delle pensioni, che sono passate da 3 a 6. Continueranno a vedere un adeguamento del 100% all’inflazione coloro che percepiscono fino a 4 volte il trattamento minimo, che quest’anno è di 524,35 euro.

I dati ISTAT sulle pensioni italiane divise per importo annuo e categoria - Investire sul web.
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Chi percepirà fino a 5 volte il trattamento minimo avrà un adeguamento all’inflazione dell’85%. I pensionati con un assegno fra le 5 e le 6 volte superiore al trattamento minimo saranno aumentate del 53% rispetto all’inflazione rilevata dall’ISTAT. Chi percepirà fra le 6 e le 8 volte il trattamento minimo avrà un adeguamento del 47%.

L’adeguamento della pensione per gli assegni più ricchi

Sono le ultime due fasce di rivalutazione delle pensioni a sorprendere per la bassa percentuale di adeguamento. Chi infatti ha un assegno pensionistico fra le 8 e le 10 volte superiore al trattamento minimo, vedrà un aumento che corrisponde al 37% dell’inflazione. Chi invece percepisce oltre le 10 volte il trattamento minimo, avrà l’adeguamento al 32%.

I dati ISTAT sulle pensioni italiane, divise per classe di età e sesso - Investire sul web.
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Semplificando, si è deciso di non adeguare più al 100% dell’inflazione, ma a meno della metà, le pensioni superiori a 2.600 euro mensili. In passato questa scelta politica, intrapresa anche da Mario Monti ed Elsa Fornero nel 2011 con il Decreto Salva Italia, aveva provocato una pioggia di ricorsi alla Consulta.

Da quando verrà erogato l’adeguamento all’inflazione per le pensioni più ricche

L’INPS ha comunicato che non riuscirà ad indicizzare le pensioni all’inflazione come richiesto dal governo nel mese di febbraio. Questo significa che coloro che percepiscono le pensioni più alte dovranno aspettare fino al mese di marzo. In ogni caso, non appena effettuata la rivalutazione delle pensioni, verranno corrisposte anche le mensilità arretrate.

Con il decreto ministeriale del 10 dicembre 2022, il Ministero dell’Economia e delle Finanze aveva fissato provvisoriamente la perequazione degli assegni pensionistici al 7.3%. Si è trattato di una stima conservativa, infatti l’ISTAT ha fissato l’inflazione per il 2022 all’8.1%. È questo l’importo ulteriore che verrà corrisposto alle pensioni più alte da marzo.

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