Molti lavoratori si vedranno corrispondere con le buste paga di febbraio gli arretrati di gennaio a cui avevano diritto in base alla legge di bilancio 2023.

Il governo Draghi aveva già deciso di tagliare il cuneo fiscale per alcune categorie di lavoratori. Si era infatti inizialmente tagliata la quota di contributi per i lavoratori dipendenti che avevano una retribuzione annua lorda inferiore a 35.000 euro. Successivamente, l’INPS aveva chiarito nel dettaglio come bisognava procedere.

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Buste paga, arrivano gli arretrati stabiliti dalla Legge di Bilancio. Come funziona – Investiresulweb.

A seconda del CCNL di riferimento, alcuni dipendenti percepiscono 13 mensilità, mentre altri 14 o anche di più, si è stabilita una convenzione. Dividendo per 13 la retribuzione annua lorda di 35.000 euro, si ottiene 2.692 euro. Qualunque dipendente che avesse avuto un cedolino pari o inferiore a quell’importo, aveva diritto al “taglio dei contributi”.

Buste paga, arrivano gli arretrati stabiliti dalla Legge di Bilancio. Come funziona

Successivamente, il governo Draghi ha deciso un ulteriore taglio del cuneo fiscale per i lavoratori dipendenti che avevano una retribuzione annua lorda pari o inferiore a 25.000 euro. Anche in questo caso, si decise di applicare la stessa convenzione precedentemente adottata per coloro che avevano una RAL pari o inferiore a 35.000 euro.

Questo significa che, i dipendenti con un cedolino lordo di importo pari o inferiore a 1.923 euro mensili avevano diritto ad uno sconto contributivo pari al 3%. Chi invece aveva un cedolino con un importo lordo mensile pari o inferiore a 2.692 euro poteva avere un taglio dei contributi per un importo inferiore, ovvero pari al 2%.

Cosa prevede la legge di bilancio 2023: le soglie di retribuzione

La legge di bilancio 2023 ha deciso di confermare il taglio contributivo definito dal precedente governo Draghi. È dunque prorogato sia il taglio del cuneo fiscale del 3% per chi ha un cedolino mensile inferiore a 1.923 euro lordi. Allo stesso tempo, chi avrà un cedolino inferiore a 2.692 euro lordi avrà un taglio del 2%, come nello scorso anno.

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I dati ISTAT sulle retribuzioni dei lavoratori per genere e settore, anno 2020 – Investiresulweb.

Il lavoratore dipendente non dovrà fare assolutamente nulla per ottenere questo sgravio. Sarà infatti cura del datore di lavoro, in quanto sostituto d’imposta, procedere alla verifica del lordo mensile su ciascuna busta paga ed applicare il taglio dei contributi così come previsto dalla legge di bilancio 2023.

Cosa succederà con il cedolino di febbraio per i dipendenti pubblici e privati

È importante sapere che nel mese di gennaio i datori di lavoro non hanno proceduto al taglio contributivo. La circolare INPS che ha chiarito come procedere all’applicazione di quanto emanato nella legge di bilancio 2023, infatti, è arrivata solo alla fine di gennaio. Gli aventi diritto, quindi, troveranno quanto spettante nella busta paga di febbraio.

Il taglio contributivo è rivolto, almeno per il momento, solamente ai dipendenti delle aziende private. Ai dipendenti, pubblici, infatti, non si rivolge il provvedimento per il taglio del cuneo fiscale. Neanche NoiPA ha confermato la necessità di applicare quanto previsto per i dipendenti privati a quelli della pubblica amministrazione.

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