Immobiliare: Gabetti azioni, nel 2021 cresce numero compravendite abitazioni

Immobiliare: Gabetti azioni, nel 2021 cresce numero compravendite abitazioni

Nel primo semestre 2021, secondo i dati dell’Agenzia delle Entrate, si sono realizzate 363.750 transazioni residenziali, +56% rispetto allo stesso periodo del 2020. In particolare, spiega una nota, si sono registrate 162.258 transazioni nel primo trimestre e 201.492 nel secondo trimestre, rispettivamente +38,6% e +73,4% a confronto con gli omologhi trimestri del 2020. Tale variazione positiva riflette un rimbalzo prevedibile a seguito del calo registrato nel periodo di lockdown del 2020 e sottende, inoltre, una crescita del 22% rispetto al 2019. Secondo quanto rilevato dall’Ufficio Studi Gabetti tramite interviste mirate alle agenzie dei networks Gabetti, Professionecasa e Grimaldi, nel primo semestre 2021, nelle grandi città si è registrata una variazione dei prezzi intorno al +0,3%, rispetto al secondo semestre 2020. I tempi di vendita e gli sconti in fase di trattativa sono lievemente diminuiti, attestandosi su una media rispettivamente di 4,4 mesi e dell’11%. Anche nell’ambito degli investimenti immobiliari, il residenziale ha visto una crescita in termini di volumi investiti: nel 2020 è arrivato a pesare circa il 4% del totale degli investimenti capital market, per un totale di 370 milioni di euro. Nel primo semestre del 2021 il totale è stato invece di 180 milioni di euro (6% del totale, pari a 3 miliardi di euro). Per quanto riguarda i mutui per l’acquisto dell’abitazione, i tassi vantaggiosi hanno sostenuto la domanda, portando nei primi sei mesi dell’anno, a un erogato complessivo alle famiglie pari a 31,3 miliardi di euro, + 34,7% rispetto al primo semestre 2020 (fonte: Banca D’Italia). Allo stesso tempo, è in aumento una domanda di mutui caratterizzata, almeno per il secondo trimestre 2021, da un incremento dell’importo richiesto rispetto al valore della casa (Loan To Value – LTV), che è stato pari al 77,6%, in leggero aumento rispetto al dato del trimestre precedente (76,8%), sintomo di una minore liquidità disponibile e di una maggiore propensione verso importi finanziati, grazie a tassi più bassi.

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