PETROLIO in calo, dopo avvio di seduta su nuovi record pluriennali.

PETROLIO in calo, dopo avvio di seduta su nuovi record pluriennali.

Brent (85,40 usd) e Wti (83,20 usd) estendono il ribasso, dopo aver toccato in avvio di seduta i nuovi massimi pluriennali a 86,109 e 83,95 usd rispettivamente.

 

 

La performance da inizio 2021 viaggia tra il +65% del Wti e il +71% del Brent.

 

 

La domanda robusta del mercato statunitense ha fornito giustificazioni agli acquisti di ieri. A sorpresa, infatti, le scorte settimanali USA sono scese di 430mila barili contro anticipazioni di un incremento di circa 3,2 milioni di barili fornite dall’API.

 

 

Potrebbe però scattare qualche presa di profitto nel breve in seguito all’assestamento dei prezzi di carbone e gas naturale.

 

 

Il future del carbone trattato a Zhengzhou perde il 9%: il governo cinese ha intensificato gli sforzi per pacare la speculazione garantendo che le miniere di carbone funzioneranno a pieno regime. Bloomberg segnala che sui media locali si dà molto spazio alle dichiarazioni delle autorità di Pechino su prossimi interventi repressivi contro approfittatori e speculatori.

 

 

Il gas naturale tende ad assestarsi da qualche giorno, seppure su livelli ancora elevati, con una volatilità dei prezzi in diminuzione dal picco di settimana scorsa.

 

 

Lato offerta, non ci sono stati grandi aumenti della produzione da parte degli Stati Uniti o dell’Organizzazione dei paesi esportatori di petrolio (OPEC) per alleviare le tensioni di breve.

 

 

Le raffinerie di petrolio stanno aumentando la produzione per soddisfare l’aumento della domanda in Asia, Europa e Stati Uniti, ma la manutenzione degli impianti e gli alti prezzi del gas naturale probabilmente limiteranno l’offerta nel quarto trimestre del 2021.

 

Venerdì scorso Brent e Wti hanno portato a termine, rispettivamente, la sesta e l’ottava settimana positiva di seguito.

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