UNICREDIT azioni: trimestrale sopra le attese, la banca alza la guidance

UNICREDIT azioni: trimestrale sopra le attese, la banca alza la guidance

UniCredit ha migliorato la guidance su utili e ricavi per il 2021, dopo i conti del terzo trimestre superiori alle attese e si prepara a presentare il nuovo piano strategico il prossimo 9 dicembre.

 

Nel trimestre:

 

 

Utile netto sottostante, che rappresenta la base di calcolo per le politiche di dividendo, di 1,1 miliardi (+60% su base annua), il consensus raccolto dalla banca indicava 838 milioni.

 

La guidance di utile netto per l’intero anno è indicata a oltre 3,7 miliardi, a luglio era indicata a “oltre 3 miliardi”.

 

I ricavi si sono attestati a 4,4 miliardi, +1,9% su base annua e +0,8% su trimestre. A fronte di un margine di interesse in calo dell’1,4% su base annua, ma in progresso del 3,1% su trimestre, le commissioni hanno registrato una crescita del 12,5% su anno e un calo dell’1,4% su trimestre. Il progresso del margine di interesse su base trimestrale è dovuto a un effetto giorni e a componenti non ricorrenti in Germania, oltre che a un contributo positivo dei volumi dei finanziamenti, in particolare in Europa orientale, spiega la nota.

Il consenso si attendeva ricavi per 4,26 miliardi.

 

La guidance di ricavi per il 2021 viene migliorata a 17,5 miliardi circa contro la precedente indicazione di 17,1 miliardi.

 

Superiore la qualità dell’attivo con un rapporto tra crediti deteriorati lordi e totale impieghi al 4,5% e un costo del rischio contabile a 27 punti base con proiezione per l’intero 2021 sotto i 40 punti base (circa 30 se calcolato come sottostante).

 

Sotto il profilo patrimoniale, il Cet1 fully loaded si attesta al 15,5%, mentre il Cet1 Mda buffer è invariato su trimestre a 647 punti base.

 

Il dato del Cet1 considera già i 652 milioni del secondo programma di buyback per il quale la banca ha avuto l’ok delle autorità e che inizierà nel trimestre corrente.

 

La banca conferma la politica di distribuzione ordinaria del capitale con un payout del 50% dell’utile netto sottostante tra dividendi cash e buyback.

 

“L’ambizione della banca – si legge nella nota su conti – rimane quella di conseguire ritorni sostenibili superiori al costo del capitale lungo l’arco di un ciclo economico, ottimizzando la combinazione tra la crescita dei ricavi rettificati per il rischio, l’efficienza operativa e

dell’efficientamento di capitale. Semplificazione, centralità del cliente e digitalizzazione restano le le tre linee guida”.

 

I risultati del terzo trimestre sono stati complessivamente superiori alle attese grazie alla resilienza dei ricavi (soprattutto lato commissionale) e ad un costo del rischio ben al di sotto di quanto atteso (27bp vs 63 bp). Attualmente le stime degli analisti sono in linea con la nuova guidance fornita dalla società, fatta eccezione per il costo del rischio.

 

 

Riteniamo che i risultati possano essere un catalyst positivo per il titolo.

 

 

Si ritiene, inoltre, che il nuovo piano industriale verrà presentato in ottica stand-alone, una volta saltate le trattative per MPS.

 

 

Sul fronte M&A, nel caso di rinnovo dei benefici da DTA, l’opzione Banco Bpm rimane appealing per Unicredit. Gli analisti ritengono invece molto meno probabile un interessamento per Mediobanca in quanto l’operazione difficilmente creerebbe valore per gli azionisti di Unicredit viste le valutazioni di Mediobanca.

Le azioni UniCredit sono in calo dopo i conti a 11,38 EUR (-0,33%)

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