ENI azioni : analisi sul titolo dopo i conti sopra le attese

ENI azioni : analisi sul titolo dopo i conti sopra le attese

Apriamo le nostre considerazioni parlando del motivo dei conti così buoni da parte di Eni, il prezzo del greggio: è un super barile al prezzo medio di oltre 73 dollari, 30 in più rispetto al terzo trimestre 2020. Ne ha immediatamente beneficiato il titolo, in rialzo del 2% venerdì. Hanno sorpreso positivamente soprattutto il balzo dell’utile netto adjusted a 1,4 miliardi di euro, cifra che non si vedeva da prima del Covid e che si confronta con la perdita di 153 milioni di euro del terzo trimestre 2020, e il flusso di cassa da attività operative, più che raddoppiato nel confronto anno su anno, da1,4 a 2, 9 miliardi di euro. La guidance per fine anno lo proietta verso quota 12 miliardi di euro, assumendo un prezzo medio del Brent a 70 dollari. Ma per l’amministratore delegato, Claudio Descalzi, ricondurre questo ritrovato sprint del Cane a sei zampe alla sola ripresa del barile è riduttivo e porterebbe fuori strada. Il perché lo spiega una intervista con MF-Milano Finanza. Domanda. Quanto è importante ancora il petrolio nella Eni di oggi? Risposta. indubbio che lo scenario energetico si è rafforzato, ma i conti di quest’anno, in particolare quelli del terzo trimestre, non riflettono solo il rialzo delle quotazioni del Brent. Ha contribuito anche la crescita di altri business, come nel caso di Retail gas & power e rinnovabili. La futura società che porteremo in Borsa l”anno prossimo combinando queste attività, è proiettata ormai verso un ebitda pro-forma di 600 milioni di euro. Ma in generale tutti i business dimostrano solidità. tornata in utile la R&M, con un attivo di 161 milioni di euro, e per la Gas & Power stimiamo per fine anno un ebit adjusted oltre i 500 milioni di euro, con 300 milioni di euro di free cash flow, grazie anche alla rinegoziazioni di alcuni contratti che ci consentiranno di allinearci alle nuove condizioni di mercato (Eni ha appena firmato un accordo in questo senso con Gazprom, ndr). D. L”E&P però resta predominante, le stime di fine 2021 indicano tra l’altro un aumento delle scoperte esplorative da 500 a 700 milioni di barili. R. Chiaramente ci sta dando grandi soddisfazioni, ma noi lavoriamo anche su orizzonti più lunghi. La bussola è quella della decarbonizzazione, come commodity di transizione il gas avrà un ruolo centrale, non solo per noi. Lo si vede dall’andamento dei prezzi. Il gas ha ancora una forte domanda, è la prova che non è stato ancora possibile rimpiazzarlo adeguatamente con altre fonti. Quello su cui dobbiamo concentrarci adesso, quindi, è rendere il gas sempre più sostenibile, evitando le emissioni di metano, annullando la combustione, il cosiddetto flaring. Prendiamo per esempio la scoperta di Baleine in Costa d’Avorio: lo start up avverrà a zero emissioni operative nette, per la fornitura di gas al mercato domestico. L’impegno di Eni è garantire l’energia col minimo di emissioni di CO2. D. Condivide la previsione dell’Ue di un calo dei prezzi del gas già da aprile? Che ruolo può avere Gazprom, che ora ha dato disponibilità a riempire gli stoccaggi in Europa? R. Comincerei sfatando un luogo comune che riguarda Gazprom, perché ha sempre rispettato i suoi contratti a lungo termine. Non va dimenticato che, come tutti, anche Gazprom viene da quasi due anni di pandemia e ha dovuto ridurre le attività. Quando le forniture toneranno a regime e si sbloccheranno i progetti rimasti fermi, non solo in Russia, ma anche in Norvegia, nell’Africa del Nord, in Qatar, è chiaro che i volumi porteranno a una diminuzione dei prezzi. Aprile è un’indicazione significativa perché si chiude l’inverno e diminuisce la domanda di gas. La mia convinzione è che i prezzi resteranno ancora elevati, anche se non come ai livelli attuali. Quindi sì, ci sarà una discesa, ma per recuperare anni di sotto-investimento nel gas ci vorrà tempo. D. Lo shock dei prezzi sta riportando in auge il nucleare. Ne parla Bruxelles e anche il ministro Cingolani. Qual è la posizione di Eni? R. La scelta è già stata fatta. Noi stiamo sviluppando la fusione a confinamento magnetico, che non va confusa con la fissione del nucleare tradizionale, perché non produce scorie e non utilizza uranio. Il nucleare francese di nuova generazione, con reattori piccoli e sicuramente più sicuri, al quale si riferisce invece il ministro, non è nel nostro raggio d’azione. Non possiamo fare tutto. Da 10 anni portiamo avanti questo progetto col Mit di Boston e nel 2025 sarà pronto il prototipo, così che per il 2030 si possa aprire la fase industriale. completamente diverso rispetto al nucleare, ma ben venga qualsiasi fonte sicura a sostegno della decarbonizzazione. Intanto Eni sta crescendo nelle rinnovabili più velocemente del previsto. Ci sono novità per l’ipo che le combinerà con il retail gas & luce? Per fine anno prevediamo una capacità rinnovabile installata e in costruzione pari a 2 GW, il doppio della previsione iniziale. La prevista quotazione della nuova società, che per ora abbiamo chiamato R&R, avverrà il prossimo anno ma non posso anticipare altro, se non che confermiamo il target di un ebitda di 1,2 miliardi di euro al 2024. Daremo i dettagli in occasione del capital market day del 22 novembre. D. Si parlerà anche di dividendi? No,  prematuro. Posso dire invece che siamo già a metà del programma di buyback di 400 milioni di euro, avendo riacquistato azioni per quasi 200 milioni. D. Possiamo aspettarci un annuncio sulla futura jv con Bp in Angola? R. Siamo a buon punto anche su quella, conto che si possa chiudere entro fine anno. C’è aria di ipo anche per Var Energy? La società va molto bene, ha visto crescere il risultato di 84 milioni di euro nel trimestre e di 219 milioni nei nove mesi. Al momento abbiamo avviato una revisione strategica del futuro assetto azionario, che oggi ci vede al 69,85%, mentre il restante 30,15% è detenuto da Point Resources. L’ipo è sicuramente una delle strade che possiamo percorrere per valorizzare la società, che è il primo operatore indipendente della piattaforma continentale norvegese.

Le azioni ENI prima dell’ apertura sono in rialzo.

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