TELECOM ITALIA azioni -3%: Per HSBC è da vendere, target 0,28 euro.

TELECOM ITALIA azioni -3%: Per HSBC è da vendere, target 0,28 euro.

Telecom Italia accelera in ribasso del 3%. Venerdì ha chiuso la miglior settimana degli ultimi otto mesi con un +11% circa.

 

 

Mentre si susseguono le voci sul titolo in prossimità del Cda straordinario dell’11 novembre (approfondimenti nel Fatti & Effetti precedente), oggi a incidere sull’umore degli investitori è la decisione presa da HSBC di tagliare la raccomandazione da Hold a Reduce portando il target price da 0,40 a 0,28 euro.

 

 

Nel frattempo, Intesa ha ribadito il Buy con targt 0,47 euro.

 

 

Le azioni TIM restano  fra  le peggiori blue chip da inizio anno con una perdita del -12% in netto contrasto con il +23% registrato dal FtseMib.

 

 

Il consenso raccolto da Bloomberg registra 12 Buy, 12 Neutral, 3 Sell. Target medio 0,46 euro per un upside potenziale superiore al +50%.

Tim: Laudadio; rete in Dna, storia di inclusione da 100 anni

“La rete permette di superare le distanze e valorizzare le diversita; la rete è nel nostro Dna: telefonia, telecomunicazioni, Internet, social network, infrastrutture fisiche ma dietro cui ci sono persone e storie individuali. Si tratta di un filo fisico e virtuale che permette di unire le persone. Un valore questo che in Tim arriva da lontano, una storia di inclusione che va avanti da 100 anni”. Lo ha affermato Andrea Laudadio, Responsabile Tim academy, Development & Recruiting, nel corso dell’evento ”Connecting diversity. La rete che fa la differenza perché non fa differenze’. “Siamo solo a metà della 4 Weeks 4 Inclusion e abbiamo già riscontrato grande successo. Oggi raccontiamo il nostro approccio verso l’inclusione, da sempre siamo un’azienda che fa la differenza proprio perché includiamo tutti, nella convinzione che il valore dei singoli arricchisce il Gruppo”, ha concluso.

Olivetti: partecipa a Expo Dubai 2020

Il design e la tecnologia di Olivetti – brand storico dell’industria italiana e oggi Digital factory per le soluzioni IoT del Gruppo Tim – uniti nel segno della bellezza sono stati al centro dell’evento “Olivetti Design Talks per Expo Dubai 2020” svoltosi oggi presso la Sala Anfiteatro del Padiglione Italia all’Esposizione Universale. In qualità di Official Platinum Sponsor del Padiglione Italia, spiega una nota, il Gruppo Tim porta infatti l’innovazione e le tecnologie delle sue società – Olivetti, Sparkle, Telsy e Noovle – raccontando per ognuna di esse l”impegno nel promuovere la digitalizzazione, l’innovazione e la capacità di connettere le persone.

Rumors su interesse di KKR a rafforzarsi in FiberCop o a investire in TIM

Riportiamo di seguito le ultime indiscrezioni di stampa sul Gruppo:

 

 

• Il fondo KKR sarebbe interessato ad un ulteriore investimento negli asset di rete fissa di Telecom Italia, dopo l’acquisizione di una quota del 37.5% di FiberCop, o ad entrare nel capitale ordinario di TIM (La Stampa).

 

 

• Nei giorni scorsi, il CEO di TIM Luigi Gubitosi sarebbe stato a Londra dove avrebbe incontrato i rappresentanti di KKR per discutere del dossier ed ha avuto interlocuzioni anche con i fondi CVC e lo svedese EQT, scrive La Stampa sabato, citando fonti americane. Anche il Sole24Ore e La Repubblica confermano interesse nella rete TIM da parte dei fondi EQT e CVC, oltre a KKR.

 

 

• Vivendi vedrebbe con favore la possibilità che il suo AD Arnaud de Puyfontaine diventi presidente di TIM (La Repubblica), mentre secondo La Stampa sarebbe escluso un cambio di CEO in TIM.

Le indiscrezioni positive su un rafforzamento di KKR in FiberCop o di altri fondi nella rete TIM, testimoniano il forte interesse dei fondi infrastrutturali negli asset di TIM e rappresentano a nostro avviso la migliore garanzia che si possa arrivare in tempi ragionevoli ad un accordo con Open Fiber (in cui oltre a CDP, anche il fondo Macquarie è investito), garantendo maggiori ritorni dalla condivisione degli investimenti (cancellazione overlap su rollout fibra) e da una migliore allocazione del capitale investito.

 

 

Considerando la duplice presenza di Vivendi (24%) e CDP (10%) nel capitale di TIM, un eventuale investimento di KKR direttamente in TIM ci sembra non scontato, ma potrebbe consentire al fondo di avere voce in capitolo nella governance di TIM e supportare un deal sulla rete.

 

 

Per quanto riguarda la posizione di TIM, il CEO Gubitosi ha in diverse occasioni confermato che il dialogo con CDP (ora unica controparte lato OF) sta continuando, che non è necessario aspettare il closing dell’accordo tra ENEL/Macquarie/CDP su OF (via libera da Antitrust UE atteso questa settimana) per riprendere le trattative sulla rete unica e che TIM, a tal proposito, intende mantenere un approccio pragmatico e open-minded sui futuri assetti per il controllo dell’infrastruttura, ma non sulla valutazione relativa degli asset.

 

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