Saras azioni in forte calo: perdita comparabile 9 mesi di 109,7 mln (-111,1 mln 9 mesi 20)

Saras azioni in forte calo: perdita comparabile 9 mesi di 109,7 mln (-111,1 mln 9 mesi 20)

Saras chiude i 9 mesi con una perdita netta comparabile di Gruppo di 109,7 milioni euro (-111,1 mln nei 9 mesi del 2020). Nel terzo trimestre la perdita è stata di 38,8 milioni (-69,6 milioni nel 3* trim 2020). L’Ebitda reported di Gruppo, spiega una nota, è pari a 4,8 milioni nel terzo trimestre (36,3 milioni di Euro nello stesso trimestre del 2020), per effetto di un rialzo delle quotazioni petrolifere meno marcato rispetto a quello registrato nello stesso trimestre dell’anno precedente, a seguito del crollo delle quotazioni generato dell’emergenza pandemica. L’Ebitda reported è pari a 113,5 milioni nei 9 mesi (-78,1 milioni di Euro nei primi nove mesi del 2020), grazie all’effetto positivo del rialzo complessivo delle quotazioni petrolifere nei primi nove mesi del 2021 riflesso nella valorizzazione delle scorte. Il Risultato netto reported di Gruppo è negativo per 35,4 milioni nel terzo trimestre (positivo per 6,7 milioni nel terzo trimestre del 2020) e negativo per 34,9 milioni nei 9 mesi (negativo per 174 mln in 2020). L’Ebitda comparable di Gruppo è pari a 2,3 milioni nel 3* trimestre (-61,5 milioni di Euro nel terzo trimestre del 2020), per l’effetto combinato di un significativo miglioramento dei margini di raffinazione controbilanciato da minori lavorazioni della raffineria nel trimestre e dall’aumento dei costi variabili energetici. Nei 9 mesi l’Ebitda comparable è stato pari a 10,6 milioni. La posizione Finanziaria Netta al 30 settembre 2021 ante effetto IFRS 16 è negativa per 503 milioni e negativa per 547 milioni post effetto IFRS 16 (negativa per 545 milioni di Euro al 31 dicembre 2020), in linea rispetto al 31 dicembre 2020 (negativa per 505 milioni di Euro al 31 dicembre 2020). Il Presidente Massimo Moratti, ha commentato: “il terzo trimestre ha mostrato un recupero importante dei margini petroliferi, in particolare con riferimento ai distillati medi, che erano rimasti finora penalizzati dagli alti livelli delle scorte globali. A partire dall’inizio dell’estate invece c’è stata una sensibile ripresa della domanda che ha fatto migliorare significativamente i crack del diesel, al tempo stesso si sta verificando una graduale, se pur lenta, ripresa del traffico aereo su scala internazionale. Le prospettive positive sono state parzialmente offuscate dall’impennata nei prezzi del gas, non abbiamo un’esposizione diretta a questa materia prima non presente in Sardegna; tuttavia, questo rialzo senza precedenti si è riflesso nei prezzi dell’elettricità di cui siamo consumatori che ha inciso negativamente sui risultati dell’ultimo trimestre. Nonostante questi sovraccosti – che ci auguriamo possano rientrare come previsto già nei primi mesi del 2022 – siamo fiduciosi di poter conseguire nel quarto trimestre risultati in sensibile miglioramento, cogliendo a pieno le opportunità di un mercato petrolifero che vediamo positivo. Secondo il management, guardando all’ultimo trimestre, e ai valori attuali dei margini dei principali prodotti raffinati (diesel e benzina), pur a fronte degli elevati valori del brent, è ragionevole attendersi margini di raffinazione in progressivo consolidamento con possibili miglioramenti derivanti da un aumento del traffico aereo nel caso dei distillati medi. Tale scenario rimane soggetto a variabili determinanti quali un aumento dell’offerta sul mercato dei grezzi, il rischio di nuove restrizioni legate alla pandemia, e lo stato globale dell’economia. In particolare si evidenzia come l’impennata dei costi energetici potrebbe compensare il beneficio derivante dal consolidamento dei margini di raffinazione, con prezzi dell’energia elettrica e delle emissioni CO2 significativamente superiori alle medie storiche. Il costo dell’energia elettrica in Italia (Prezzo Unico Nazionale PUN) ha infatti registrato nel mese di settembre 2021 un prezzo medio superiore ai 158 euro MWh, più che triplicato rispetto alla media registrata nel periodo 2015-2010, pari a ca. 50 euro/MW/h. L’andamento più recente ha evidenziato un ulteriore apprezzamento con valori del PUN che hanno superato i 200euro/MWh nel mese di ottobre e si attestano alla data corrente a ca. 170 euro/MWh. In questo contesto, per quanto concerne il segmento Industrial & Marketing, l’obiettivo del Management è quello di proseguire gli sforzi intrapresi per il contenimento dei costi e degli investimenti; iniziativa che verrà modulata in funzione dell’evoluzione del contesto macroeconomico e delle eventuali opportunità operative e commerciali che dovessero presentarsi. A tal proposito, si segnala che la Società ha scelto di prolungare, sebbene in forma ridotta, il ricorso alla cassa integrazione sino alla fine del 2021. Inoltre, permane invariato il focus sulla ottimale gestione operative degli impianti e sulla massimizzazione delle opportunità commerciali sebbene quest’ultime siano, come evidenziato dai risultati del terzo trimestre, caratterizzate da un contesto di mercato più sfidante rispetto a quanto registrato nel 2020. Dal punto di vista dello scenario, si conferma l’aspettativa di un quarto trimestre caratterizzato da una maggiore marginalità, tuttavia rispetto a quanto precedentemente ipotizzato si rivedono a rialzo le stime sui principali driver dei costi energetici (i.e. tariffa energia elettrica e costo CO2) con un impatto sulla marginalità di Saras e sul premio rispetto al margine EMC Benchmark (si ricordi che nel margine EMC differentemente da quanto avviene per la Saras i costi energetici relativi ad energia elettrica e CO2 non hanno un impatto). Pertanto, il Gruppo Saras, alla luce dei risultati realizzati nel primo semestre e dei maggiori costi energetici attesi nel quarto trimestre rispetto alle precedenti previsioni, stima di conseguire un premio medio annuo al di sopra del margine EMC Benchmark, pari a +4,3 4,5 usd/bl, incluso il risultato del canale Marketing pari a ca. +0,5 usd/bl (rispetto alla precedente guidance di un premio annuo pari a 4,7 5,2usd/bl, di cui 0,4usd/bl il contributo al premio del canale Marketing). Per quanto riguarda infine il segmento Renewables, con il completamento dell’acquisizione di due parchi eolici situati a Macchiareddu, Cagliari (Sardegna) e delle attività di reblading nel terzo trimestre, ci si attende nel quarto trimestre di poter cogliere il beneficio derivante dai maggiori prezzi di vendita dell’energia. Proseguono inoltre le attività autorizzative per lo 9 sviluppo di nuovi impianti greenfield e la valutazione delle migliori opzioni, tra cui anche l’opportunità di nuove partnership con l’obiettivo di creare valore sostenibile nel lungo periodo. Infine, in merito all”andamento atteso della Posizione Finanziaria Netta, nella restante parte del 2021 ci si attende un livello di indebitamento non superiore a quello di fine 2020, grazie al miglioramento della cassa generata dalla gestione caratteristica (per effetto delle migliori condizioni di mercato attese) ed al proseguimento delle iniziative di contenimento dei costi e di ottimizzazione degli investimenti.

Le azioni Saras sono in forte calo dopo la pubblicazione dei conti a 0,6452 euro (-3,70%)

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