Eni azioni: Firma il closing per l’ acquisizione del 100% di Be Power

Eni azioni: Firma il closing per l’ acquisizione del 100% di Be Power

Eni, attraverso Eni gas e luce, ha siglato con Zouk Capital e Aretex il closing che ha formalizzato l’acquisizione del 100% di Be Power. L’accordo per l’ acquisizione era stato firmato nel mese di agosto, subordinatamente al rilascio dell’ autorizzazione da parte delle autorita’ competenti.

Come si legge nella nota, Eni gas e luce è ora il secondo operatore italiano nel settore delle infrastrutture di ricarica per la mobilità elettrica con un piano in rapida crescita che ha visto aumentare, dalla scorsa estate ad oggi, da 5.000 a 6.000 i punti di ricarica per veicoli elettrici su suolo pubblico per arrivare, entro il 2025, a 30.000 colonnine.

L’operazione segna un ulteriore passo in avanti nella strategia di Eni per la transizione energetica e nell’impegno della societa’ a raggiungere la totale decarbonizzazione di prodotti e processi entro il 2050. Questa iniziativa, inoltre, aumenta il valore di Eni gas e luce attraverso l’ampliamento del proprio portafoglio di attivita’ che serve una crescente base clienti di 10 milioni in 6 Paesi europei.

Eni gas e luce, attraverso Be Power, potrà installare infrastrutture di ricarica su suolo pubblico e privato ed è titolare delle relative concessioni. La società gestisce inoltre le proprie colonnine e quelle di altri operatori tramite una piattaforma tecnologica proprietaria e fornisce servizi ai conducenti di veicoli elettrici su propri punti di ricarica o di terzi tramite un’app dedicata.

Energia: Descalzi, serve piano Ue su stoccaggi e tariffe

“C’è bisogno di norme per assicurare sicurezza energetica, approvvigionamenti e stoccaggi. Ma tutto questo avrebbe bisogno di reggersi anche su un sistema tariffario unico. Senz’ altro l’Europa è stata più lenta di altri nella diversificazione dell’approvvigionamento. Lo è stata anche sulle terre rare, decisive per le rinnovabili: la Cina si è mossa prima, conscia di avere necessità di costruire un programma per la sicurezza energetica”. Lo afferma l’a.d. di Eni, Claudio Descalzi, intervistato da “La Stampa”. Alla domanda su quanto tempo servirà per rientrare a livelli di prezzo più sostenibili sul gas, il manager replica: “oggi tra offerta e domanda c’è una forbice del 4-5% che costringe a pescare nelle scorte. Finché non sarà ristabilito un equilibrio i prezzi rimarranno inevitabilmente alti. Il livello di investimenti complessivi era di 850 miliardi all’anno prima della pandemia, poi crollati a 300 e ora in risalita, ma solo a 500”.

 

Il caro-energia da una parte e gli obblighi dettati dalla transizione verde dall’altra, quanto è a rischio la ripresa italiana? “L’impatto è notevole – risponde Descalzi -. Intanto perché l’energia ci costa quattro-cinque volte quello che costa agli Stati Uniti. Poi tutta l’industria energivora del nostro Paese, oltre ad aver bisogno di grandi quantità di gas, produce tanta Co2 e dunque deve pagare le giuste tasse sulle emissioni. Ma l’Europa, benché responsabile solo dell’8% delle emissioni mondiali, è l’unica ad applicarle ed è evidente quello che si rischia in un contesto competitivo globale dove i concorrenti non devono far fronte a oneri del genere. Quando si parla di difesa del clima e di transizione ecologica, due obiettivi che non si discutono, si dovrebbe considerare anche questo”.

Le azioni Eni sono in leggero calo a piazza affari a  12,62 EUR (- 0,30%)

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *