Esprinet azioni in rialzo: utile 9 mesi di 28,6 mln (+64% a/a)

Esprinet azioni in rialzo: utile 9 mesi di 28,6 mln (+64% a/a)

Esprinet conclude  i 9 mesi con un utile Netto, in crescita del 64%, pari a 28,6 milioni di euro (17,5 milioni di euro nei 9 mesi del 2020).

I ricavi, spiega una nota, pari a 3.210,8 milioni di euro, registrano una crescita del 9% rispetto allo stesso periodo del 2020 pari a 2.959,1 milioni di euro. Il Margine Commerciale Lordo, pari a 165,8 milioni di euro, evidenzia un aumento del 29% rispetto ai nove mesi dello scorso anno (128,7 milioni di euro). L’Ebitda Adjusted è pari a 57,9 milioni di euro, in crescita del 39%, l”Ebit Adjusted è pari a 45,8 milioni di euro, l’Utile ante imposte, pari a 39,3 milioni di euro, segna un incremento del 69% rispetto a 23,3 milioni di euro dei 9 mesi del 2020. La Posizione Finanziaria Netta, influenzata da fattori tecnici quali la stagionalità del business e la dinamica dei modelli comportamentali di clienti e fornitori nei diversi periodi dell’anno che influenzano la gestione del Capitale Circolante e non la rendono pertanto rappresentativa dei livelli medi di indebitamento finanziario netto osservati nei nove mesi del 2021, è negativa per 200,8 milioni di euro, in flessione rispetto sia al 30 giugno 2021 (negativa per 104,9 milioni di euro) sia al 30 settembre 2020 (negativa per 14,5 milioni di euro). Il Roce si attesta al 17,6%, rispetto al 15,7% dei 9 mesi 2020. L’a.d. Alessandro Cattani, ha commentato: “il terzo trimestre dell’esercizio finanziario in corso conferma l’ottima performance del Gruppo e ci consente di ribadire che la “ROCE Driven Strategy” continua ad ispirare positivamente la gestione operativa e finanziaria della società. I risultati ottenuti nei nove mesi del 2021 sono frutto del combinato di due fattori: la crescita organica spinta anche dai primi investimenti in infrastrutture IT legati ai piani di trasformazione digitale dei governi, e l’eccellente contributo delle acquisizioni in ambito Advanced Solutions operate fra fine 2020 e inizio 2021. Dopo aver ottimizzato il capitale circolante, negli ultimi trimestri ci siamo focalizzati convintamente sull’aumento della profittabilità, anche accelerando il processo di transizione del nostro business verso la distribuzione a valore aggiunto di Advanced Solutions, cresciute del 60% ad oltre 600 milioni di euro e delle soluzioni Cloud che registrano un +414% rispetto al 2020, superando i 100 milioni di euro. Alla luce di quanto sopra, in presenza di una domanda estremamente robusta, con ordini notevolmente superiori al budget e al livello registrato nell’analogo periodo dell”anno precedente, ma tenuto conto delle difficoltà nella logistica globale e delle carenze nella disponibilità di prodotto, alziamo le stime di redditività per il 2021 con un Ebitda Adj. atteso superiore a 83 milioni di euro dai precedenti 80 milioni. Siamo infine orgogliosi di presentare un Piano Industriale ambizioso che guarda al 2024 e oltre. Non solo prevediamo un aumento di circa il 50% della redditività del Gruppo nei prossimi tre anni, ma gettiamo un ponte fra l’attuale modello di business puramente distributivo e quello di Full Service Provider al servizio dell’ecosistema di Vendor e Reseller che immaginiamo per il futuro di Esprinet. Dal 2024 in avanti il Gruppo avrà una doppia anima, distributiva a valore aggiunto da un lato e di servizio all’ecosistema IT dall’altro, con profili di volumi di vendite e marginalità completamente diversi ma al contempo sinergici. Poggiamo le nostre previsioni sulle solide basi di alcuni fattori di crescita della domanda, più evidenti per le economie del sud Europa ove operiamo, ma ancora di più considerando due macro-trend globali che incideranno anche nel nostro settore: la transizione verso un modello “a consumo” o “subscription based”, attraverso il noleggio dei beni piuttosto che il loro acquisto, e la sfida della “green revolution” dell’economia globale. Si tratta di un passaggio storico per il nostro Gruppo, dopo la trasformazione in multinazionale avvenuta nel 2005, e segna l’inizio della capitalizzazione del patrimonio di competenze finanziarie e di relazioni con oltre 650 produttori e 31.000 rivenditori per appropriarci di quote crescenti di valore aggiunto al fine di meglio servire i nostri mercati di riferimento e di creare valore per i nostri azionisti”.

 

Secondo il management, nel mese di ottobre e nei primi giorni di novembre il Gruppo ha registrato una raccolta ordini notevolmente superiore alle previsioni di budget e allo stesso periodo del 2020 ma continua a confrontarsi con forti difficoltà nell’approvvigionamento di prodotto soprattutto sulle categorie più “consumer” quali PC di fascia bassa o telefonia. I livelli percentuali del primo margine di prodotto si mantengono molto positivi e così pure il controllo dei costi. A fine settembre si è registrato un livello di scorte superiore alle attese dovuto anche allo slittamento delle consegne ai clienti ai primi giorni di ottobre in conseguenza della ritardata consegna da parte dei fornitori. Tale fenomeno è in fase di parziale riassorbimento facendo prevedere un miglioramento dell’indice di rotazione delle scorte nel quarto trimestre e quindi una buona performance a livello di capitale circolante e di indebitamento finanziario netto a fine anno. Rassicurati dall’eccezionale livello della raccolta ordini da clienti e alla luce delle evidenze ottenute dai fornitori sulle previsioni di consegna, pur con la prudenza necessaria in una fase in cui le date di arrivo del prodotto manifestano una variabilità mai registrata in passato, il management team ritiene di avere gli elementi sufficienti per alzare le stime di redditività per il 2021 con un Ebitda Adj atteso superiore a 83 milioni di euro, dai precedenti 80 milioni di euro, ipotizzando al contempo volumi complessivi di ricavi maggiori di 4,6 miliardi di euro.

 

Il Cda ha anche approvato il piano industriale 2022-2024. Nell’orizzonte di piano il Gruppo ipotizza di mantenere livelli di ROCE in doppia cifra con un Ciclo del Circolante medio inferiore ai 18 giorni in modo da permettere ampia flessibilità finanziaria per garantire una generosa politica di dividendo e risorse sufficienti sia per il sostegno della crescita organica come pure per la politica di M&A selettivo che storicamente ha contribuito significativamente alla crescita di ESPRINET. Le acquisizioni rappresentano un importante vettore di creazione di valore e continueranno ad essere focalizzate geograficamente nelle aree attualmente presidiate dal Gruppo anche se si inizierà a valutare con più attenzione l’investimento in altre aree quali il Nord-Africa, dove Esprinet ha già una piccola presenza, ed il resto dell’Europa con investimenti mirati nelle aree di prodotto ad alto margine. Gli obiettivi del Piano Industriale prevedono nel 2024 ricavi superiori a 5,6 miliardi di euro e un Ebitda Adj. superiore a 125 milioni di euro, con il business del Renting che nella sua fase di avvio contribuirà a tale risultato con 5 milioni di euro.

Le azioni ESPRINET sono in rialzo a piazza affari a 12,44 EUR (+0,40%)

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