Eni: Descalzi, anche per Var Energi riflettiamo su possibile sbarco in borsa

Eni: Descalzi, anche per Var Energi riflettiamo su possibile sbarco in borsa

A margine della presentazione della newco Plenitude, ClassCnbc ha approfondito i punti salienti dell’iniziativa con l’ad dell”Eni, Claudio Descalzi. Domanda. Quali sono le priorità strategiche e le ambizioni della newco? Risposta. Ha l’ambizione di raggiungere i clienti con prodotti decarbonizzati. Soprattutto, permettere di decarbonizzare lo Scope 3, cioè le emissioni che producono gli utilizzatori. Questo è già un punto fondamentale all’interno della nostra strategia. L’altro è quello di estrarre valore da Eni: pensiamo che tra rinnovabili e punti di ricarica per i clienti costituisca una proposta unica, che non c’è ancora sul mercato, e che quindi possa al di fuori di Eni avere maggior valore. Perché lavora con i multipli di Eni, ma sappiamo che i multipli delle rinnovabili sono molto alti. Questa combinazione potrebbe dunque aiutare a estrarre maggior valore. Una società di scopo di questo tipo, totalmente verde, rispetto a Eni stessa può riuscire meglio ad attrarre nuovi capitali sia nel mercato dell’equity sia in quello del debito. un’operazione di visibilità e trasparenza, con un team dedicato, con Eni che ne manterrà la maggioranza: gli upside sicuri che avrà questa società daranno un ritorno sia dal punto di vista economico-finanziario sia quello delle emissioni: ci auspichiamo che attraverso questo strumento societario il processo di crescita sul fronte delle rinnovabili possa accelerare e migliorare i nostri target. D. Puntate a sbarcare in borsa entro il primo semestre del prossimo anno? Quanta parte andrà sul mercato? R. L’obiettivo è il 2022, il team sta lavorando con gli advisor. Dovremo capire la situazione del mercato, perché quotarsi significa anche sfruttare la miglior finestra. un’operazione estremamente importante, la più importante degli ultimi vent’anni: vogliamo farla bene. Quando diciamo quota di maggioranza pensiamo forse al 70, al 75% a fronte di un flottante del 25-30%. Dettagli che comunque vanno ancora definiti. D. Ad Abu Dhabi ha incontrato i leader di settore: c’è l’ipotesi che Cina, Usa e Giappone rilascino le riserve strategiche. Potrebbe essere una soluzione temporanea nel mezzo della ripartenza post-Covid? R. Ogni Paese sceglie la soluzione che preferisce. Come suggerisce il nome, rilasciare le riserve è un fatto strategico, puntuale, che serve in un momento d’emergenza. Le riserve sono strategiche per i momenti complicati, ma poi vanno in esaurimento se non si ricostituiscono. L’obiettivo a livello mondiale è anche non interrompere del tutto gli investimenti, come è stato fatto negli ultimi sette anni, quando sono stati tagliati al 50-60% dei livelli del 2011. necessario fare investimenti per aumentare i volumi. L’offerta adesso è veramente molto inferiore alla domanda, soprattutto dopo il Covid, dove si assiste a un rimbalzo: una molla che si deve espandere perché è stata schiacciata per due anni. necessaria l’energia. Tutto quello che è puntuale per poter affrontare il problema è corretto, ma a lungo termine sono gli investimenti che potranno risolverlo. D. Vista la quotazione a Piazza Affari, sarebbe fisiologico pensare la stessa cosa anche per Var Energi? R. Sì, stiamo studiando una ristrutturazione di Var Energi, del capitale e anche della struttura. Può essere un’Ipo o l’ingresso di un possibile nuovo socio strategico, però sono cose che dovremo decidere e spero che presto potremo comunicarle.

Analisti Valutano Plenitude tra 9,9 e 10,7 miliardi di euro

 

Eni ha presentato ieri Plenitude, la nuova piattaforma integrata che combina produzione da rinnovabili, vendita di energia e servizi energetici a clienti retail, e una rete capillare di punti di ricarica per veicoli elettrici.

 

 

Confermata l’IPO del 20-30% nel corso del 2022.

 

 

Plenitude punta a fornire il 100% di energia decarbonizzata a tutti i propri clienti entro il 2040, supportando gli obiettivi di Eni di azzeramento delle emissioni nette di CO2 Scope 3.

 

 

Plenitude avrà un debito netto prossimo a zero a fine 2021 e un programma annuale di investimenti pari a circa 1.8 mld all’anno finanziati con la cassa generata dalla propria attività e il proprio debito.

 

 

EBITDA 2025 atteso a 1.3 mld.

 

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