Dalla Playstation 5 al caffè, la crisi delle materie prime e i settori in difficoltà

Dalla Playstation 5 al caffè, la crisi delle materie prime e i settori in difficoltà

Carenze di materie prime, logistica in affanno, picchi di prezzo. Il tutto nella crescente preoccupazione che un’economia globale sovraccarica possa alimentare l’inflazione

«L’economia mondiale è improvvisamente a corto di tutto», titolava qualche giorno fa Bloomberg. Una frase che spiega bene quello che sta succedendo nel mondo, con l’aumento della domanda delle aziende che sta letteralmente sconvolgendo le catene di approvvigionamento globali. Un anno fa, mentre la pandemia devastava un paese dopo l’altro e le economie tremavano, i consumatori acquistavano in preda al panico, allertati – fortunatamente in maniera errata – da una eventuale carestia. Oggi, mentre i vaccini lasciano vedere spiragli di ripresa, sono le aziende che cercano di fare scorta.

I produttori di materassi, quelli di automobili, quelli che lavorano coi fogli di alluminio, stanno acquistando più materiale del necessario per sopravvivere alla velocità vertiginosa con cui la domanda di merci si sta crescendo. E questa frenesia – legata ad altri fattori contingenti (come il blocco del Canale di Suez) – sta spingendo le catene di approvvigionamento sull’orlo del caos. Carenze di materie prime, logistica in affanno, picchi di prezzo. Il tutto nella crescente preoccupazione che un’economia globale sovraccarica possa alimentare l’inflazione.

Ma quali sono le materie prime che mancano maggiormente? La risposta più vicina al reale potrebbe essere “quasi tutte”. Rame, ferro, acciaio. Ma anche mais, caffè, frumento e soia. E ancora, legname, semiconduttori, plastica e cartone per imballaggi. E allora vediamo alcuni settori che stanno subendo questa grande crisi.

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