TELECOM ITALIA titolo in rialzo, tra le probabilità patto parasociale tra Vivendi e CDP

TELECOM ITALIA titolo in rialzo, tra le probabilità patto parasociale tra Vivendi e CDP

Al via la nuova organizzazione di TIM con l’uscita di Nicola Grassi, Chief Technology & Operations Officer, e Carlo Nardello, Chief Strategy, Business Development & Transformation Officer. La funzione Chief Technology & Operations Officer confluisce nella nuova funzione Chief Network, Operations & Wholesale Office affidata a Stefano Siragusa, che assume il ruolo di Deputy del Direttore Generale.

 

 

Principali notizie da stampa odierna:

 

 

• Il Board del 17 dicembre dovrebbe nominare CEO Pietro Labriola (attuale DG), ma non è chiaro quale membro del CdA si farà da parte (La Stampa).

 

 

• L’ex AD Gubitosi non è intenzionato a lasciare il posto di consigliere e avrebbe rifiutato fino a 12 milioni tra compensi e buonuscita, senza trovare un accordo con TIM, neppure sulla manleva. (La Repubblica).

 

 

• È improbabile che il CdA di TIM consentirà a KKR di accedere alla dataroom per formulare un’offerta preliminare perché il prezzo è ritenuto troppo basso (il Sole24Ore).

 

 

• l’articolo 109 del Tuf, comma 2, consentirebbe ai due azionisti CDP (10%) e VIV (24%) di vincolare a un patto le loro quote, complessivamente quasi il 34% ,senza dover promuovere un’Opa, pur superando la soglia del 25% fissata nello statuto della compagnia telefonica. Questo perché le rispettive azioni sono detenute dai due soci da più di 12 mesi. (Il Sole24Ore).

 

 

• il Comitato Controllo Rischi TIM avrebbe esaminato il contratto con DAZN e chiesto un taglio di 60-80 mln al contratto originario (da 340 mln minimo garantito annuo per 3 stagioni): il taglio sarebbe giustificato dalla maggiore concorrenza che ha comportato un numero sensibilmente inferiore di nuovi abbonati (400-500mila in meno su 1.9 milioni), ma anche dalla decisione di DAZN di garantire ai propri clienti la “concurrency” (multiutenze su un singolo abbonamento). (Il Sole24Ore).

 

 

La riorganizzazione del gruppo che vede l’uscita di due manager vicini all’ex AD Gubitosi, ma anche la possibilità di rinegoziare il contratto con DAZN, segnalano la determinazione del nuovo management di procedere ad un tempestivo rilancio operativo del Gruppo.

 

 

Di converso, la stampa di oggi segnala possibili difficoltà per KKR ad accedere alla dataroom per una questione esclusivamente di prezzo, pertanto, non escludiamo che il fondo americano possa ri-formulare una offerta non vincolante con un incremento di prezzo in vista del CdA 17 dicembre per ottenere un maggior gradimento dei consiglieri.

 

 

Le alternative meno probabili, a nostro avviso, sono che KKR rinunci alla due diligence confirmatoria e lanci un’OPA vincolante, o piuttosto rinunci completamente all’operazione. Lo scenario alternativo di un accordo tra VIV e CDP che passi da un patto parasociale per vincolare le proprie quote e non incappare in obblighi d’OPA su TIM ci sembra probabile, considerando i rischi di azione di concerto legati alle negoziazioni sui futuri riassetti del Gruppo, in particolare sullo spinoff della rete, su cui VIV ha espresso apertura questa settimana. In questo momento, nonostante la visibilità piuttosto bassa, continuiamo a ritenere che uno scenario “dual track” per TIM possa offrire maggiore opzionalità sul titolo, sostenendone l’appeal speculativo: da un lato l’OPA friendly di KKR con l’eventualità di un bump del prezzo e con la possibilità per gli azionisti TIM di incassare sin da subito e senza rischi il premio di controllo su TIM; dall’altro uno scenario di miglioramento degli asset, coordinato da VIV e CDP, che a nostro avviso, alle giuste condizioni e nonostante molteplici execution risk, potrebbe rivelarsi altrettanto positivo per il titolo, ma su un orizzonte di più ampio respiro.

 

Ultimo prezzo azioni Telecom 09:40:49 

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