Pensioni in due tempi, cosa si stanno inventando per tenere lontana Elsa Fornero

Sono in molti a temere il ritorno della Legge Fornero e per questo il Governo Draghi si sta inventando un modo per tenerla lontana dalle pensioni.

Quando si parla di riforma previdenziale e anticipo pensionistico le discussioni sono sempre molto accese. L’obiettivo imprescindibile per molti è quello di impedire il ritorno della Legge Fornero e per questo si sta pensando ad un modo per riuscirci. Come accennato poc’anzi il Governo Draghi si sta inventando un modo per impedire il ritorno della Legge Fornero valutando la possibilità di arrivare ad una pensione in due tempi.

Quello che in particolare preme al Governo è trovare un accordo che tenga conto, da un lato, quelle che sono le richieste avanzate dai sindacati, dall’altro quelle che invece sono le risorse a disposizione. Per questo motivo, si è pensato alla pensione versata in due tempi che consiste in una erogazione che varia in base all’uscita dal lavoro del soggetto in questione. In ogni caso, quello in esame è un tipo di pensionamento anticipato che prevede il riconoscimento dell’assegno nel momento in cui viene raggiunta l’età minima di 64 anni in abbinamento ai vent’anni di contributi versati allo Stato in maniera regolare.

In riferimento alla richiesta di pensionamento anticipato, il contribuente potrà decidere di presentarla nel momento in cui avrà raggiunto i predetti requisiti. A tal proposito, però, va detto che il requisito degli anni minimi di contribuzione è imprescindibile mentre quello relativo all’età è soggetto ad una maggiore flessibilità. In particolare, a partire da un’età minima di 64 anni, il contribuente può decidere di chiedere il pensionamento anticipato: di conseguenza, questa decisione potrà essere presa anche a 65 fino a 67 anni. Dopo quest’ultimi, di fatti, si avrà diritto alla pensione di anzianità. Ovviamente, l’ammissione alla pensione in due comporta necessariamente una riduzione dell’assegno pensionistico spettante. E’ chiaro, infatti, che più sono gli anni di lavoro, maggiore l’importo della pensione corrisposto. Anche se non v’è nulla di ufficiale, si sta lavorando peraltro ad una proposta che prevede il riconoscimento di una somma pari alla quale venga sottratto il 3% per ciascuno anno di anticipo. Quindi, più si anticipa la pensione maggiore sarà l’entità della decurtazione.