14 miliardi in più, i nostri soldi nelle tasche di Putin

L’annuncio direttamente da Mosca sui guadagni della Russia su petrolio e gas, e domani il Consiglio UE rischia un altro stallo

Arrivano buone notizie per Mosca perché ci sono dei ricavi aggiuntivi dalle esportazioni di petrolio e gas. Il Ministro delle Finanze li quantifica in quasi 14 miliardi di euro.

Anton Siluanov ha parlato di un trilione di rubli, che la Russia andrà a incassare quest’anno dalla di greggio e gas. Queste le sue parole: “Stimiamo che i ricavi aggiuntivi dagli idrocarburi potrebbero arrivare fino a mille miliardi di rubli, secondo le previsioni elaborate con il Ministero dello Sviluppo economico”. Le risorse extra verranno utilizzate per finanziarie la guerra in Ucraina, con ulteriori pagamenti alle famiglie che hanno membri nell’operazione speciale.

Russia, le ultime sanzioni a rischio

Gli idrocarburi, il vero tesoro di Mosca, sono stati risparmiati dalle sanzioni europee e i prezzi del gas sono volati alle stelle. L’Europa sta cercando piste alternative al gas russo ma per ora non ha avuto grandi risultati nel breve termine. L’ennesimo rinvio nella decisione sull’embargo al greggio consegna a Putin la prima prova di divisione dell’Occidente. Alto è infatti il rischio di fallimento del Consiglio UE sul sesto pacchetto di sanzioni che si basa proprio sullo stop graduale all’importazione di petrolio russo tra sei mesi.

Su questo punto c’è il no deciso dell’Ungheria, nonostante l’annuncio della presidente Ursula Von der Leyen di un imminente stop al gas russo risalga a quasi un mese fa. Si proverà a mediare con una dilazione dell’entrata in vigore proprio per l’Ungheria che importa l’85% del suo gas dalla Russia. Altrimenti si rimuoverà l’intero pacchetto delle sanzioni, col rischio di ridurre di molto l’effetto. Sul tavolo del Consiglio ci sono anche gli aiuti militari e diplomatici all’Ucraina. Per la Russia al momento c’è il rischio però di default, a cui la spingono gli Stati Uniti. Il ministro Siluanov è al lavoro per risolvere la questione del pagamento di 100 milioni di dollari di interessi su due eurobond.