Spread fuori controllo, il futuro degli italiani comincia a tingersi di nero

Le borse crollano e torna l’incubo dello spread: la fine del Quantitative easing e il mancato annuncio di un nuovo scudo preoccupano 

Si impenna lo spread e crolla la borsa. Nella seduta di ieri piazza Affari ha chiuso la seduta con un crollo di oltre il 5%, a seguito delle decisione perse giovedì scorso dalla Bce, che ha annunciato un rialzo dei tassi di interesse. Un aumento dello 0,25% a partire dal 1 luglio, cui seguirà un ulteriore aumento nel mese di settembre.

La mossa della Banca centrale è stata presa all’unanimità del Consiglio direttivo per contenere l’inflazione, che il mese scorso ha superato l’8% nell’Eurozona. L’obiettivo al momento è quello di scoraggiare gli investitore e dilatare la forbice tra Btp e Bund, che ha raggiunto quota 233. Crescono nuovamente pertanto gli interessi sul debito pubblico, anche se non ci avviciniamo neanche al record del 2011 di 574. E’ tornato però l’incubo dello spread e non solo a Milano. Hanno perso anche Francoforte, Parigi e Londra.

Spread, stallo dopo il Quantitative easing

Questa decisione della Bce dovrebbe frenare l’aumento dei prezzi per far tornare l’inflazione al 2%. Una scelta sulla scia di Inghilterra e Stati Uniti, ma che porta con sé una serie di conseguenze rilevanti per i Paesi più esposti alla speculazione, come l’Italia. La presidente della Banca centrale, Christine Legarde, ha affermato: “Non siamo qui per chiudere gli spread, ci sono altri strumenti e altri settori per questi problemi”.

Con la fine del Quantitative easing e il rialzo dei tassi di interesse il messaggio è che la copertura della Bce è terminata. Ora i 2.775 miliardi di debito pubblico che gravano sul nostro Paese rendono i nostri titoli di Stato molto attaccabili. Secondo molti esperti, in questo contesto pesa il mancato annuncio di una possibile soluzione concreta, ovvero uno scudo anti-spread che mitighi gli effetti negativi di una politica di ridimensionamento  del programma di Quantitative easing.